Papa Francesco: «Perché Dio ci chiede di pregare se sa già ciò di cui abbiamo bisogno?»

All’Angelus il pontefice ha ricordato anche la Giornata missionaria mondiale spiegando che la missione cristiana non è proselitismo ma diffondere la fiamma della fede

«Il metodo della missione cristiana non è il proselitismo, ma diffondere la «fiamma della fede che Gesù ha acceso nel mondo». Nell’Angelus recitato durante la Giornata missionaria mondiale il pontefice ha voluto riproporre il vero senso della missione cristiana, ricordando anche l’italiana Afra Martinelli, uccisa qualche giorno fa in Nigeria dopo anni di presenza operosa nel paese. «Tutti hanno pianto, cristiani, musulmani, le volevano bene – ha detto Francesco. Lei ha annunciato il Vangelo con la vita, con l’opera che ha realizzato, un centro di istruzione». Il Papa ha ricordato poi le vittime del terremoto nelle Filippine è Stefano Sándor, proclamato beato ieri a Budapest. «Era un salesiano laico, esemplare nel servizio ai giovani, nell’oratorio e nell’istruzione professionale. Quando il regime comunista chiuse tutte le opere cattoliche, affrontò le persecuzioni con coraggio, e fu ucciso a 39 anni. Ci uniamo al rendimento di grazie della Famiglia salesiana e della Chiesa ungherese».

PREGARE SENZA STANCARSI. «Nel Vangelo di oggi – ha detto il Papa commentando le letture della liturgia di oggi – Gesù racconta una parabola sulla necessità di pregare sempre senza stancarsi. La protagonista è una vedova che a forza di supplicare un giudice disonesto riesce a farsi fare giustizia da Lui. E Gesù conclude: se la vedova è riuscita a convincere quel giudice volete che Dio non ascolti noi se lo preghiamo con insistenza? L’espressione di Gesù è molto forte: Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui? È una immagine che colpisce. Perché Dio vuole questo, Lui non conosce gà le nostre necessità? Che senso ha insistere con Dio? Questa è una domanda che ci fa approfondire un aspetto importante della fede. Dio ci invita a pregare con insistenza non perché non sa di cosa abbiamo bisogno o perché non ci ascolta. Al contrario lui sa tutto di noi e ci ascolta sempre. Nella nostra quotidiana lotta contro il male il Signore non è lontano, è al nostro fianco. E la nostra arma è proprio la preghiera che ci fa sentire la sua presenza accanto a noi. Ma la lotta contro il male è dura e lunga, richiede pazienza e resistenza, come Mosè che doveva tenere le braccia alzate per far vincere il suo popolo. E così c’è una lotta da portare avanti ogni giorno. Ma Dio è il nostro alleato, la fede in lui è la nostra forza e la preghiera è l’espressione di questa fede. Gesù ci assicura la vittoria ma si domanda: il Figlio dell’uomo quando verrà troverà la fede sulla terra?».

L’ESEMPIO DI TANTE DONNE. «Impariamo dunque dalla vedova del Vangelo a pregare sempre senza stancarci. Etra brava questa vedova, sapeva lottare per i suoi figli e penso a tante donne che lottano e pregano per la sua famiglia e non si affaticano mai. Un ricordo oggi a queste donne che con il loro atteggiamento ci danno un modello di fede, di coraggio e di preghiera. Lottare, pregare sempre, ma non per convincere il Signore  a forza di parole, Lui sa meglio di noi di cosa abbiamo bisogno. La preghiera perseverante è espressione di una fede in un Dio che ci chiama a combattere ogni giorno, ognui momento con lui per vincere il male con il Bene». Al termine della preghiera il papa ha ricordato che oggi è la festa della mamma in Argentina e ha rivolto un pensiero affettuoso a tutte le mamme del suo paese.