Papa Francesco in Corea lancia un appello in favore della pace, «opera di giustizia»

Primo discorso del Pontefice a Seoul. «La giustizia fa appello alla tenacia della pazienza; essa non ci chiede di dimenticare le ingiustizie del passato, ma di superarle attraverso il perdono»

«Dio benedica la Corea e in special modo i suoi anziani e i suoi giovani», ha scritto in un tweet papa Francesco appena giunto in Corea del Sud. Il Pontefice, al suo terzo viaggio internazionale, è stato accolto all’aeroporto di Seoul dalla presidente della Repubblica, Park Geun-hye. Durante l’incontro con il Governo, il Pontefice ha tenuto il suo primo discorso in cui si è detto felice di essere in Corea, «la terra del calmo mattino». Papa Bergoglio ha ricordato come questa terra sia stata «messa alla prova nel corso degli anni dalla violenza, dalla persecuzione e dalla guerra. Ma nonostante queste prove, il calore del giorno e l’oscurità della notte hanno sempre dato luogo alla calma del mattino, cioè ad un’immutata speranza di giustizia, pace e unità. Che grande dono è la speranza! Non possiamo scoraggiarci nel perseguimento di queste mete che non vanno solo a beneficio del popolo coreano, ma dell’intera regione e del mondo intero».

MARTIRI COREANI. Papa Francesco ha ricordato che nel corso della sua visita proclamerà beati «alcuni coreani che morirono martiri per la fede cristiana: Paul Yun Ji-chung e i suoi 123 compagni. La cultura coreana ben comprende la dignità e saggezza proprie degli anziani e onora il loro ruolo nella società. Noi cattolici rendiamo onore agli antenati che hanno subito il martirio per la fede, perché sono stati pronti a donare la vita per la verità in cui hanno creduto e in conformità alla quale hanno cercato di vivere. Essi ci insegnano a vivere pienamente per Dio e per il bene del prossimo».

COSTRUZIONE DELLA PACE. Bergoglio ha poi incentrato il suo discorso sulla pace, lanciando un «appello che ha un significato del tutto speciale qui in Corea, una terra che ha sofferto lungamente a causa della mancanza di pace. Esprimo il mio apprezzamento per gli sforzi in favore della riconciliazione e della stabilità nella penisola coreana e incoraggio tali sforzi, che sono l’unica strada sicura per una pace duratura. La ricerca della pace da parte della Corea è una causa che ci sta particolarmente a cuore perché influenza la stabilità dell’intera area e del mondo intero, stanco della guerra».
La pace, ha ricordato il Papa, «non è semplicemente assenza di guerra, ma opera della giustizia. E la giustizia, come virtù, fa appello alla tenacia della pazienza; essa non ci chiede di dimenticare le ingiustizie del passato, ma di superarle attraverso il perdono, la tolleranza e la cooperazione. Essa esige la volontà di discernere e di raggiungere obiettivi reciprocamente vantaggiosi, costruendo le fondamenta del mutuo rispetto, della comprensione e della riconciliazione. Auspico che tutti noi possiamo dedicarci alla costruzione della pace, alla preghiera per la pace, rafforzando il nostro impegno per realizzarla».