Papa Francesco: «Il progressismo adolescente ci fa andare indietro»

Il pontefice ha parlato della legge dello Spirito e di coloro che tendono a sminuirla. «Prendono i valori della cultura un po’ di qua e un po’ di là e poi non ottengono niente»

Papa Francesco, questa mattina nell’omelia alla Messa alla casa Santa Marta, ha attaccato il «progressismo adolescente», di coloro che «prendono i valori della cultura un po’ di qua e un po’ di là e poi non ottengono niente».
Il pontefice è partito dalle parole rivolte da Cristo ai discepoli: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge». Una frase pronunciata da Gesù dopo il discorso sulle Beatitudini, «espressione della nuova legge» più esigente di quella di Mosé. La richiesta di Cristo «è l’espressione della maturità della legge». Una legge ispirata dalle parole del Signore, una «legge dello Spirito».
Seguirla, talvolta, significa intraprendere una strada difficile e «un po’ rischiosa», ma anche «l’unica strada della maturità. In questa strada verso la maturità della legge, che viene proprio con la predicazione di Gesù, c’è sempre timore, timore della libertà che ci dà lo Spirito. La legge dello Spirito ci fa liberi! Questa libertà ci dà un po’ di paura, perché abbiamo paura di confondere la libertà dello Spirito con un’altra libertà umana».

L’ANEDDOTO. Questo timore, ci fa fare dei passi indietro. Spaventati dal doverla seguire, mettiamo dei limiti («si può fino a qui, non si può di qua») e alla fine «restiamo qui», accontentandoci di «andare sul sicuro». Il Papa ha quindi narrato di un superiore generale che, negli anni Trenta, aveva «raccolto tutte le prescrizioni anticarisma» per i suoi religiosi, «un lavoro di anni». Quindi, era andato a trovare a Roma un abate benedettino che, al sentire quanto fatto, gli aveva detto che così alla fine aveva «ucciso il carisma della sua Congregazione», «aveva ucciso la libertà» giacché «questo carisma dà i frutti nella libertà e lui aveva fermato il carisma».

NON E’ VERO PROGRESSISMO. Esiste anche una seconda tentazione che ci fa sviare rispetto alla strada dello Spirito Santo. È quella che il pontefice ha chiamato «progressismo adolescente»: la tentazione di “mettersi a posto”. «Prendiamo di qua, prendiamo di là i valori di questa cultura… Vogliono fare questa legge? Avanti con questa legge. Vogliono andare avanti con quello? Allarghiamo un po’ la strada. Alla fine, come dico, non è un vero progressismo. È un progressismo adolescente: come gli adolescenti che vogliono avere tutto con l’entusiasmo e alla fine? Si scivola… È come quando la strada è col gelo e la macchina scivola e va fuori strada… È l’altra tentazione in questo momento! Noi, in questo momento della storia della Chiesa, non possiamo né andare indietro né andare fuori strada!».
Al contrario, la strada da intraprendere «è quella della libertà nello Spirito Santo, che ci fa liberi, nel discernimento continuo sulla volontà di Dio per andare avanti su questa strada, senza andare indietro e senza cadere fuori strada».