Papa Francesco e il dovere degli atei di “fare il bene”. «Anche loro? Tutti! Ci incontriamo là!»

«Noi abbiamo nel cuore questo comandamento: fai il bene e non fare il male». L’omelia del pontefice alla Messa alla Casa Santa Marta

Papa Francesco, questa mattina nell’omelia alla Messa a Casa Santa Marta, ha commentato il Vangelo in cui i discepoli mormorano contro una persona. Costui, siccome «non è dei nostri, non è del nostro gruppo, del nostro partito», «non può fare il bene». Ma Gesù li corregge, ha spiegato il pontefice: «Non glielo impedite – dice – Lasciate che lui faccia il bene». Chiusi nel pregiudizio di possedere la verità, «I discepoli erano un po’ intolleranti». Per questo, Gesù «allarga l’orizzonte», perché «la radice di questa possibilità di fare il bene, che tutti abbiamo – ha osservato il Papa – è nella creazione».

SI PUO’, SI DEVE. «Il Signore – ha detto papa Francesco – ci ha creati a sua immagine e somiglianza, e siamo immagine del Signore, e Lui fa il bene e tutti noi abbiamo nel cuore questo comandamento: fai il bene e non fare il male. Tutti. “Ma, padre, questo non è cattolico! Non può fare il bene!”. Sì, può farlo. Deve farlo. Non può: deve! Perché ha questo comandamento dentro. “Ma, padre, questo non è cristiano, non può farlo!”. Sì, può farlo. Deve farlo. Invece, questa chiusura di non pensare che si possa fare il bene fuori, tutti, è un muro che ci porta alla guerra e anche a quello che alcuni hanno pensato nella storia: uccidere in nome di Dio. Noi possiamo uccidere in nome di Dio. E quello, semplicemente, è una bestemmia. Dire che si possa uccidere in nome di Dio, è una bestemmia».

E GLI ATEI? Cristo non è venuto solo per i sani, per quelli a posto, ma per tutti, ha ribadito il Santo Padre. «Il Signore – ha proseguito – tutti, tutti ci ha redenti con il sangue di Cristo: tutti, non soltanto i cattolici. Tutti! “Padre, gli atei?”. Anche loro. Tutti! E questo sangue ci fa figli di Dio di prima categoria! Siamo creati figli con la somiglianza di Dio e il sangue di Cristo ci ha redenti tutti! E tutti noi abbiamo il dovere di fare il bene. E questo comandamento di fare il bene tutti credo che sia una bella strada verso la pace. Se noi, ciascuno per la sua parte, facciamo il bene agli altri, ci incontriamo là, facendo il bene, e facciamo lentamente, adagio, piano piano, facciamo quella cultura dell’incontro: ne abbiamo tanto bisogno. Incontrarsi facendo il bene. “Ma io non credo, padre, io sono ateo!”. Ma fai il bene: ci incontriamo là!».

SANTA RITA. Perché “fare il bene” non è una questione di fede, ma «è un dovere, è una carta d’identità che il nostro Padre ha dato a tutti, perché ci ha fatti a sua immagine e somiglianza. E lui fa il bene, sempre». Per questo, oggi che si festeggia Santa Rita, patrona delle cose impossibili, «chiediamo a lei questa grazia, questa grazia che tutti, tutte le persone facciano il bene e ci incontriamo in questo lavoro, che è un lavoro di creazione, assomiglia alla creazione del Padre. Un lavoro di famiglia, perché tutti siamo figli di Dio: tutti, tutti! E Dio ci vuole bene, a tutti! Che Santa Rita ci conceda questa grazia, che sembra quasi impossibile».