Papa Francesco: «Dio ci dà nel Cristo la garanzia di un amore indistruttibile»

Papa Francesco, all’Angelus ha detto che «la manifestazione del Figlio di Dio sulla terra segna l’inizio del grande tempo della misericordia»

«Ogni bambino che nasce è un dono di gioia e di speranza, e ogni bambino che viene battezzato è un prodigio della fede e una festa per la famiglia di Dio». Lo ha detto all’Angelus di oggi, Papa Francesco. «Quando Gesù ebbe ricevuto il battesimo da Giovanni nel fiume Giordano, “si aprirono per lui i cieli”» e «questo realizza le profezie», ha ricordato il Papa, commentando il brano nel vangelo di Matteo.

I CIELI SI APRONO. «Se i cieli rimangono chiusi, il nostro orizzonte in questa vita terrena è buio, senza speranza». «Invece», ha osservato Papa Francesco, «celebrando il Natale, la fede ancora una volta ci ha dato la certezza che i cieli si sono squarciati con la venuta di Gesù» e, ha proseguito il Pontefice, «nel giorno del battesimo di Cristo ancora contempliamo i cieli aperti». Questa è per Francesco, «la manifestazione del Figlio di Dio sulla terra», che, ha spiegato, «segna l’inizio del grande tempo della misericordia, dopo che il peccato aveva chiuso i cieli, elevando come una barriera tra l’essere umano e il suo Creatore».
«Dio ci dà nel Cristo la garanzia di un amore indistruttibile», ha detto il Papa, e «da quando il Verbo si è fatto carne è dunque possibile vedere i cieli aperti». «È stato possibile», ha ricordato Francesco, «per i pastori di Betlemme, per i Magi d’Oriente, per il Battista, per gli Apostoli di Gesù, per santo Stefano, il primo martire», e, ha proseguito il Papa, «è possibile anche per ognuno di noi, se ci lasciamo invadere dall’amore di Dio, che ci viene donato la prima volta nel Battesimo per mezzo dello Spirito Santo».

SUPPLEMENTO DI CARITÀ. Gesù era «senza peccato e non bisognoso di conversione», ha osservato Papa Francesco, ma «ricevette il battesimo di penitenza da Giovanni il Battista, solidarizzando con il popolo penitente». Fu allora, ha affermato il Papa, che «Dio Padre fece udire la sua voce dal cielo: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”». «Gesù riceve l’approvazione del Padre celeste, che l’ha inviato proprio perché accetti di condividere la nostra condizione, la nostra povertà», ha spiegato il Pontefice, secondo cui «condividere è il vero modo di amare»: «Gesù non si dissocia da noi, ci considera fratelli e condivide con noi. E così ci rende figli, insieme con Lui, di Dio Padre. Questa è la rivelazione e la fonte del vero amore».
Il Papa ha poi sottolineato la necessità di «un supplemento di condivisione fraterna e di amore» e di Carità. Una Carità che «condivide, che si fa carico del disagio e della sofferenza del fratello». «Chiediamo alla Vergine Santa di sostenerci con la sua intercessione nel nostro impegno di seguire Cristo sulla via della fede e della carità, la via tracciata dal nostro Battesimo», ha concluso il Papa.
Dopo l’Angelus, il Pontefice ha annunciato per il prossimo 22 febbraio, festa della Cattedra di San Pietro, un Concistoro, durante il quale nominerà sedici nuovi Cardinali, provenienti da dodici paesi nel mondo.