Papa Francesco: «Annunciate Cristo senza timore, senza vergogna e senza trionfalismo»

Nella messa a Santa Marta, il Pontefice ha ricordato che il centro della fede cristiana è la resurrezione e ha messo in guardia i fedeli da tre possibili errori

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Papa Francesco, questa mattina nell’omelia alla Messa a Santa Marta, ha inviato i fedeli ad annunciare Gesù senza timore, senza vergogna e senza trionfalismo.
Il Pontefice ha ricordato le parole su Gesù nella Lettera di San Paolo ai Colossesi, in cui si esorta a seguire Cristo perché «Lui ha vinto, è risorto» e quindi occorre «camminare in Lui radicati e costruiti su di Lui, su questa vittoria, saldi nella fede».
Invece, spesso, perdiamo questa consapevolezza. Infatti, «ci sono tanti cristiani senza Risurrezione, cristiani senza il Cristo Risorto: accompagnano Gesù fino alla tomba, piangono, gli vogliono tanto bene, ma fino a lì. Pensando a questo atteggiamento dei cristiani senza il Cristo Risorto, io ne ho trovati tre, ma ce ne sono tanti: i timorosi, i cristiani timorosi; i vergognosi, quelli che hanno vergogna; e i trionfalistici. Questi tre non si sono incontrati col Cristo Risorto! I timorosi: sono quelli della mattina della Resurrezione, quelli di Emmaus… se ne vanno, hanno paura».

LA PRIMA PARTE DELLA PARTITURA. Chi ha timore di «pensare alla Resurrezione» è come se rimanesse «nella prima parte della partitura». Chi ne ha vergogna, si perde nei propri pensieri e non ha il coraggio di dire che «Cristo, con la sua carne, con le sue piaghe è risorto». Chi «nel suo intimo non crede nel Risorto e vuole fare loro una risurrezione più maestosa di quella vera» è poi un altro tipo di cristiano, anche lui con una visione appannata della vita: è il cristiano «trionfalista». «Non sanno la parola “trionfo”, soltanto dicono “trionfalismo”, perché hanno come un complesso di inferiorità e vogliono fare… Quando noi guardiamo questi cristiani, con tanti atteggiamenti trionfalistici, nella loro vita, nei loro discorsi e nelle loro pastorale, nella Liturgia, tante cose così, è perché nel più intimo non credono profondamente nel Risorto. E Lui è il Vincitore, il Risorto. Ha vinto. Per questo, senza timore, senza paura, senza trionfalismo, semplicemente guardando il Signore Risorto, la sua bellezza, anche mettere le dita nelle piaghe e la mano nel fianco».

«CRISTO E’ TUTTO». Invece, papa Francesco, riprendendo le parole di san Paolo ci dice che Cristo «è tutto, è la totalità e la speranza, perché è lo Sposo, il Vincitore. Il Vangelo odierno, ha detto ancora, ci mostra una folla di gente che va ad ascoltare Gesù e ci sono anche tanti malati che cercano di toccarlo, perché da Lui “usciva una forza che guariva tutti».
La nostra fede, quindi, è «la fede nel Risorto: quello vince il mondo! Andiamo verso di Lui e lasciamoci, come questi malati, toccare da Lui, dalla sua forza, perché Lui è con le ossa e con la carne, non è un’idea spirituale che va… Lui è vivo. È proprio Risorto. E così ha vinto il mondo. Che il Signore ci dia la grazia di capire e vivere queste cose».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •