Papa Francesco e «l’alleanza cruciale» tra famiglia e Chiesa contro «i centri di potere ideologici»

All’udienza generale in piazza San Pietro il Santo Padre ha spiegato perché è «urgente» rinsaldare il legame tra comunità cristiana e famiglia

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Papa Francesco all’udienza generale di questa mattina in piazza San Pietro ha parlato del legame tra la famiglia e la comunità cristiana, «un legame – ha detto il Pontefice citando la Lumen Gentium –, per così dire, “naturale”, perché la Chiesa è una famiglia spirituale e la famiglia è una piccola Chiesa». Infatti secondo il Santo Padre «la comunità cristiana è la casa di coloro che credono in Gesù come la fonte della fraternità tra tutti gli uomini».  E «la Chiesa cammina in mezzo ai popoli, nella storia degli uomini e delle donne, dei padri e delle madri, dei figli e delle figlie: questa è la storia che conta per il Signore».

UNA STORIA CHE RIMANE. «I grandi eventi delle potenze mondane si scrivono nei libri di storia, e lì rimangono», ha proseguito papa Francesco. «Ma la storia degli affetti umani si scrive direttamente nel cuore di Dio; ed è la storia che rimane in eterno. È questo il luogo della vita e della fede. La famiglia è il luogo della nostra iniziazione – insostituibile, indelebile – a questa storia». Ecco perché «è tanto importante la famiglia».

LA “SCUOLA” DI GESÙ. È «bello» pensare che anche «il Figlio di Dio imparò la storia umana per questa via, e la percorse fino in fondo», ha osservato il Pontefice (cfr Eb 2,18; 5,8). Gesù «nacque in una famiglia e lì “imparò il mondo”: una bottega, quattro case, un paesino da niente. Eppure, vivendo per trent’anni questa esperienza, Gesù assimilò la condizione umana, accogliendola nella sua comunione con il Padre e nella sua stessa missione apostolica. Poi, quando lasciò Nazaret e incominciò la vita pubblica, Gesù formò intorno a sé una comunità, una “assemblea”, cioè una con-vocazione di persone. Questo è il significato della parola “Chiesa”».

OSPITARE, NON CHIUDERSI. Infatti nel Vangelo «l’assemblea di Gesù ha la forma di una famiglia e di una famiglia ospitale, non di una setta esclusiva, chiusa: vi troviamo Pietro e Giovanni, ma anche l’affamato e l’assetato, lo straniero e il perseguitato, la peccatrice e il pubblicano, i farisei e le folle. E Gesù non cessa di accogliere e di parlare con tutti, anche con chi non si aspetta più di incontrare Dio nella sua vita. È una lezione forte per la Chiesa!». Di qui l’urgenza di «ravvivare l’alleanza tra la famiglia e la comunità cristiana», un alleanza «indispensabile» per il Santo Padre.

DOVE RIPONIAMO LA SPERANZA? Per far capire ai fedeli fino a che punto è «cruciale» questa alleanza tra famiglia e Chiesa il Papa ha insistito su un esempio già fatto in passato: «Contro i “centri di potere” ideologici, finanziari e politici, riponiamo le nostre speranze in questi centri di potere? No! Centri dell’amore! La nostra speranza è in questi centri dell’amore, centri evangelizzatori, ricchi di calore umano, basati sulla solidarietà e la partecipazione».

GRAZIA E CORAGGIO. «Certo – ha riconosciuto papa Francesco – c’è bisogno di una fede generosa per ritrovare l’intelligenza e il coraggio per rinnovare questa alleanza» tra comunità cristiana e famiglia. E invece «le famiglie a volte si tirano indietro, dicendo di non essere all’altezza: “Padre, siamo una povera famiglia e anche un po’ sgangherata”, “Non ne siamo capaci”, “Abbiamo già tanti problemi in casa”, “Non abbiamo le forze”. Questo è vero. Ma nessuno è degno, nessuno è all’altezza, nessuno ha le forze! Senza la grazia di Dio, non potremmo fare nulla. Tutto ci viene dato, gratuitamente dato! E il Signore non arriva mai in una nuova famiglia senza fare qualche miracolo». Dunque, senza paura, «le famiglie prendano l’iniziativa e sentano la responsabilità di portare i loro doni preziosi per la comunità».

Foto Ansa/Ap

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