Palloni, chitarre, cipolle: i simboli più strani dei partiti in Egitto
Una cucitrice, una macchina fotografica, un pallone da calcio, una chitarra e un frullatore. In Egitto, dove si stanno svolgendo le prime elezioni parlamentari libere dopo oltre vent’anni, i candidati si sono dovuti ingegnare non poco per trovare simboli che catturassero lāattenzione degli elettori. In un paese dove un terzo della popolazione ĆØ analfabeta, il simbolo del partito, più che una bella trovata pubblicitaria, ĆØ l’unico modo per ottenere dei voti.
CosƬ, dal Cairo ad Alessandria, le cittĆ sono state invase da oltre 250 simboli diversi, che rappresentano i piccoli e grandi partiti che si sono sfidati nella prima delle tre tornate elettorali. Accanto alla più tradizionale piramide, troviamo anche uno shuttle o una lampadina. Agli occhiali da sole seguono una sedia, la testa della sfinge, un rubinetto, uno spazzolino o una barca. Non viene trascurato neanche il settore agricolo, con gruppi che sintetizzano il loro credo nel logo di un limone o di un grappolo dāuva. Forse per attirare l’attenzione dei musicisti, una formazione politica ha scelto come emblema un pianoforte a coda.
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Tanti hanno cercato di attirare il favore delle donne scegliendo come logo un forno, un frullatore o un semplice rubinetto. Tanti simboli, tutti inusuali in Occidente, la cui efficacia ĆØ stata messa alla prova dal primo turno delle elezioni parlamentari. Solo per un partito le critiche sono scontate: in tempi di crisi come questo, avere come simbolo una cipolla non ĆØ un buon auspicio.
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