Pakistan, dopo gli attentati alle chiese di Lahore, duecento «arresti indiscriminati» nel quartiere cristiano

Si tratterebbe della risposta delle polizia al linciaggio dei due sospettati seguito all’attacco. Ma secondo un sacerdote della diocesi sono stati presi degli «innocenti»

PakistanSecondo AsiaNews oggi nel quartiere cristiano di Lahore, Pakistan, la polizia ha arrestato circa 200 persone. Si tratterebbe secondo il corrispondente dell’agenzia di «un raid indiscriminato» eseguito dalle forze dell’ordine in risposta ai disordini seguiti al gravissimo attentato messo a segno dai talebani il 15 marzo scorso contro due chiese, una cattolica e una protestante: subito dopo le esplosioni degli ordigni, innescati da jihadisti kamikaze proprio durante le celebrazioni domenicali (19 i morti, oltre 70 i feriti, ricorda AsiaNews), la folla aveva infatti linciato e ucciso due persone sospettate di essere in collegamento con i terroristi.

«ARRESTATI INNOCENTI». Come ha raccontato in questa intervista a tempi.it l’avvocato Aric John, sopravvissuto all’attacco islamista, per i cristiani pachistani ormai «la situazione è critica, molti hanno perso il controllo a causa del terrorismo». La minoranza è vittima di continue discriminazioni e di violenze, nel paese a nettissima maggioranza musulmana, e spesso deve “vedersela da sola” con i soprusi a causa della colpevole inerzia della polizia. Di qui, probabilmente, l’inconsueta risposta brutale della gente all’ennesimo attentato. Risposta che tuttavia nessuno intende giustificare. Quanto meno non padre Srif John, che intervistato sempre da AsiaNews spiega: «Non ci opponiamo all’arresto di chi ha fatto qualcosa di sbagliato, ma arrestare degli innocenti è inaccettabile».

I SOSPETTATI E IL BLITZ. Quando parla di arresti eseguiti «in modo indiscriminato», il sacerdote della diocesi di Lahore si riferisce al First Information Report (Fir) registrato nei giorni scorsi dalla polizia contro 600 cristiani in relazione al linciaggio: nel blitz di oggi gli agenti avrebbero catturato le duecento persone «senza identificarle in base ai nominativi presenti» nel rapporto. Inoltre «le forze dell’ordine non hanno reso noto dove hanno portato gli arrestati. Per il momento ai familiari è stata negata la possibilità di mettersi in contatto con i loro cari», si legge nell’articolo. «Leader religiosi e attivisti politici chiedono che gli innocenti siano rilasciati subito».

Foto Ansa/Ap