Pakistan. Cristiano torturato a morte dalla polizia per un furto mai compiuto

Per far confessare ad Amir Masih un crimine che non aveva commesso, sei funzionari gli hanno urinato in faccia, prendendolo in giro per la sua fede cristiana, lo hanno picchiato e poi hanno usato le scariche elettriche

La polizia di Lahore, in Pakistan, ha arrestato e torturato a morte un cristiano di 28 anni, padre di due figli, per costringerlo ad ammettere un crimine che non aveva commesso. Prima di uccidere Amir Masih, i funzionari «hanno urinato sulla sua faccia e sul suo corpo, prendendolo in giro per la sua fede cristiana», ha dichiarato il fratello della vittima, Sunny Masih.

LA DETENZIONE ILLEGALE

Il 28 agosto la polizia ha convocato in centrale Amir Masih per interrogarlo a riguardo di un furto avvenuto in casa del suo datore di lavoro musulmano a Paf Colony. Come tutti gli altri dipendenti, si è recato dalla polizia, dove gli hanno sequestrato il cellulare e l’hanno trasferito in un luogo sconosciuto.

Non vedendolo tornare a casa, il fratello e i familiari l’hanno prima cercato, poi sono andati alla centrale per denunciare la sua scomparsa. Il 31 agosto sono stati informati che Masih era stato trattenuto in custodia dal sotto ispettore Zeeshan. Il 2 settembre hanno ricevuto una telefonata che li informava di affrettarsi ad andare a prendere Masih, che si sentiva male, per portarlo in ospedale.

«PICCHIATO SENZA PIETÀ»

«Alla stazione di polizia mi hanno consegnato mio fratello in uno stato di semi incoscienza», racconta a Morning Star News Sunny Masih. «Era stato picchiato senza pietà, il suo corpo era pieno di ferite. Mentre lo portavamo in ospedale è riuscito a dirci che l’ispettore Nasir Baig, Zeeshan e altri quattro funzionari l’hanno torturato senza sosta per quattro giorni. Ci ha detto che gli hanno urinato addosso per fargli confessare il crimine, l’hanno insultato perché cristiano e sottoposto a scariche elettriche».

Arrivato in ospedale, Masih è morto dopo poche ore. Il referto medico parla di segni visibili di tortura su mani, piedi, braccia e schiena. Presentava anche diverse costole rotte. Dopo la denuncia alle autorità per omicidio volontario, detenzione illegale e tortura, Baig e Zeeshan sono stati arrestati, mentre gli altri quattro funzionari sono ancora liberi.

«TORTURATO PERCHÉ CRISTIANO»

«È un crimine grave», ha dichiarato il ministro delle Minoranze del Punjab, Aijaz Alam Augustine, dopo aver fatto visita alla famiglia della vittima. «I funzionari di polizia accusati saranno severamente puniti». Shunila Ruth, deputata cristiana all’Assemblea nazionale, ha dichiarato che «Masih potrebbe essere stato torturato perché cristiano. Purtroppo, ci sono ancora larghi segmenti della nostra società che continuano ad avere pregiudizi nei confronti delle comunità più emarginate».

L’avvocato musulmano Saiful Malook, da poco rientrato in Pakistan, dove è famoso per aver ottenuto la liberazione di Asia Bibi, ha accettato di farsi carico gratuitamente del caso di Masih.