Pakistan, arrestati gli assassini del ministro cattolico Shahbaz Bhatti

I due talebani hanno confessato di averlo ucciso perché si è espresso contro la legge sulla blasfemia e ha «difeso i blasfemi»

La polizia pakistana ha arrestato due dei terroristi che hanno organizzato l’attentato contro Shahbaz Bhatti, il politico e ministro cattolico pakistano ucciso dagli estremisti islamici nel marzo del 2011 a Islamabad per la sua azione in difesa delle minoranze religiose.

ARRESTATI DUE TALEBANI. Secondo quanto riportato dal quotidiano pakistano The Express Tribune, due settimane fa la polizia in un raid ha arrestato in un sobborgo di Islamabad due militanti talebani: Hammad Adil e Muhammad Tanveer. I due sono sospettati di aver organizzato l’attentato contro Bhatti insieme a un terzo complice ancora in libertà, Omer Abdullah.

«HA DIFESO I BLASFEMI». Durante l’interrogatorio, Adil ha confessato alla polizia di aver pianificato l’omicidio perché Bhatti si era espresso contro la legge sulla blasfemia e «aveva difeso i blasfemi». Il ministro cattolico si è sempre battuto infatti per le minoranze religiose e per cambiare al cosiddetta “legge nera” attraverso la quale i cristiani vengono perseguitati in Pakistan. Bhatti aveva anche difeso apertamente Asia Bibi, condannata a morte e in prigione in attesa del processo di appello da 1.553 giorni.

TESTAMENTO SPIRITUALE. Nel suo testamento spirituale, Shahbaz Bhatti scriveva: «Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo mio sforzo e in questa mia battaglia per aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese».