Mentre Israele prepara l’assalto nella Striscia e non si fida più di nessuno il bollettino dei morti è sempre più tragico. Padre Romanelli: «Gaza ha un ruolo centrale per la pace nel mondo»
Carri armati israeliani pattugliano il confine con la Striscia di Gaza (foto Ansa)
«Qui nella zona di al Zaitoun, a Gaza City, sentiamo i bombardamenti. A volte colpiscono zone distanti, in altri casi le bombe cadono nei paraggi con le schegge che arrivano sin dentro la parrocchia. Allora chiediamo a tutti gli sfollati che vivono da noi, sono 450, di rientrare nelle stanze perché è molto pericoloso. In questi casi interrompiamo le attività dei bambini e dei ragazzi che organizziamo all’interno del nostro cortile».
Padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, l’unica parrocchia cattolica di Gaza, ha la voce incrinata, esausta. «Sono giorni caldi in tutti i sensi con le temperature che sono arrivate a toccare anche i 50 gradi. Il caldo è terribile e rende ancora più vulnerabili le persone malate e anziane. Nella nostra parrocchia ce ne sono diverse. Si vedono solo macerie, ci sono quartieri che stanno scomparendo dalla mappa della città. Ma la cosa più grave è che la popolazione non intravede nessun minimo miglioramento delle proprie condizioni. Siamo tutti m...
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