Onu: nel 2014 settecento bambini uccisi o mutilati in Iraq. Lo Stato islamico li usa come kamikaze

Lo denuncia Leila Zerrougui, rappresentante speciale delle Nazioni Unite. Secondo l’Onu, in un anno, almeno 1,6 milioni di irakeni sono sfollati a cause delle violenze; 850 mila solo ad agosto

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Tratto da Zenit.org – 700 bambini morti massacrati o mutilati in Iraq: è questo il tragico bilancio provocato dalle violenze delle milizie dello Stato Islamico (Is) dall’inizio dell’anno. La denuncia arriva da Leila Zerrougui, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i bambini e i conflitti armati, durante un’audizione al Consiglio di sicurezza Onu.

I piccoli – ha affermato Zerrougui nel suo intervento ripreso dall’agenzia Asia News – sono stati uccisi nel corso di esecuzioni sommarie o sfruttandoli come kamikaze per operazioni di attacco. Molti, anche di 13 anni, sono stati sfruttati dai miliziani per trasportare armi, presidiare depositi, munizioni e postazioni strategiche, arrestare civili. Altri ancora sono stati “usati in attacchi suicida”. Inoltre, ha aggiunto l’alto funzionario, altri 30 milioni di bambini non hanno beneficiato del diritto allo studio a causa della guerra o delle epidemie scoppiate nel corso del conflitto.

Le violenze contro i bambini tuttavia non sono esclusiva dei miliziani dal momento che bambini-soldato sono presenti fra le “milizie alleate al governo irakeno” in lotta contro l’Is. I governi mondiali e le Nazioni Unite hanno a più riprese accusato i miliziani dello Stato Islamico di atrocità e crimini, dalla presa di Mosul e di gran parte del nord dell’Iraq nel giugno scorso. In precedenza, il nuovo Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein aveva dichiarato che gli islamisti stanno creando una vera e propria “casa del sangue” nelle aree sotto il loro controllo.

Solo il mese scorso, secondo stime delle Nazioni Unite, sono state uccise 1.420 persone in piena offensiva dell’Esercito Islamico; altre 1.370 sono state ferite. In un anno, almeno 1,6 milioni di irakeni sono sfollati a cause delle violenze; 850 mila solo ad agosto. Fra questi vi sono centinaia di migliaia di cristiani, migliaia di yazidi e di turcomanni cacciati dalle loro abitazioni sotto la minaccia di morte se non si fossero convertiti all’islam radicale.

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