Omofobia. No al ddl Scalfarotto. Le Sentinelle in Piedi si mobilitano in otto piazze italiane

Oltre 20 veglie in poco più di 5 mesi, più di 20 città mobilitate, migliaia di persone scese in piazza. Sono i numeri della crescita rapidissima ed entusiasta del movimento di cittadini che si oppone al ddl. I prossimi appuntamenti

Oltre 20 veglie in poco più di 5 mesi, più di 20 città mobilitate, migliaia di persone scese in piazza. Sono i numeri della crescita rapidissima ed entusiasta delle Sentinelle in Piedi, movimento di cittadini che spontaneamente vegliano chiedendo tutela per la libertà d’espressione e d’opinione messa in discussione dal ddl Scalfarotto, già approvato dalla Camera e ora in discussione al Senato.

Come è accaduto alla Camera, sia in aula che in Commissione, il dibattito sul testo sull’omofobia avviene in orario notturno, in sordina, nel tentativo di tenerlo lontano dall’occhio vigile della stampa e dell’opinione pubblica,  ma le Sentinelle in Piedi vegliano anche quando le coscienze riposano.

Il provvedimento viene presentato come necessario per fermare atti di violenza nei confronti di persone omosessuali, ma il nostro ordinamento giuridico punisce già qualunque atto di aggressione e la Costituzione tutela già tutte le persone in quanto tali.

Questo testo è invece liberticida e incostituzionale in quanto non specifica che cosa si intende per reato d’omofobia e dunque potrebbe essere denunciato chiunque affermi pubblicamente che la famiglia naturale è fondata sull’unione tra uomo e donna, chiunque si esprima pubblicamente come contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso, chiunque affermi pubblicamente che un bambino per crescere ha bisogno di un papà e di una mamma e dunque sia contrario alle adozioni da parte di coppie omosessuali.

Per questo le Sentinelle in Piedi scenderanno in piazza:

–       Sabato 11 gennaio saranno presenti e  interverranno a Roma alla Manifestazione in difesa della famiglia organizzata da Manif  Pour tous Italia in piazza Santi Apostoli alle 15:30

–         Sabato 11 gennaio alle 16  veglia a Trieste in Piazza Unità d’Italia, in supporto alla manifestazione di Roma

–         Domenica 12 gennaio veglia a Modena alle 16:30 in Piazza Grande

–         Sabato 18 gennaio veglia a Bergamo alle 16:30 sul Sentierone

–         Domenica 19 gennaio veglia a Cremona alle 16:30 in Piazza Duomo

–         Domenica 19 gennaio veglia a Riccione

–        Domenica 19 gennaio veglia a Firenze in piazza Signoria alle 10:00 all’interno della manifestazione per la libertà d’espressione

–         Sabato 25 gennaio veglia a Genova in piazza De Ferrari alle 18:00

Il 3 gennaio, intervenendo a Radio 24 l’onorevole Ivan Scalfarotto parlando del disegno di legge sull’omofobia e la transfobia di cui è relatore e primo firmatario, ha cercato di minimizzare le nostre motivazioni assicurando che le opinioni non saranno punite, ma si è smentito da solo quando sul scrivendo sul suo blog, in data 28 settembre,  rispondendo ad Alessandro Zen, di Sel:  «La legge in questo momento, salvo modifiche sempre possibili al Senato, dice solo che non costituiranno atti di discriminazione (ai fini della sola legge penale) le condotte organizzative prese all’interno di organizzazioni cosiddette di tendenza (partiti, sindacati, organizzazioni religiose eccetera) purché queste decisioni si riferiscano ai principi costituzionali che le ispirano. Di come stiano realmente – prosegue Scalfarotto nel post in questione –  le cose si è accorto invece benissimo Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, che ha dichiarato che con l’approvazione della stessa legge “andranno in galera coloro che sosterranno che il matrimonio gay è una porcheria e che l’adozione dei bambini da parte delle coppie gay un’aberrazione”».

In altre parole la norma in questione è un capolavoro di ambiguità politica frutto di un compromesso fatto da un lato per far credere che chiunque possa divulgare le proprie idee se si agisce all’interno di un’associazione, e dall’altro per tranquillizzare la lobby gay poiché le opinioni contrarie potranno essere espresse soltanto a porte chiuse, e dunque solo all’interno di partiti, associazioni o organizzazioni religiose.

Cercando di confondere le idee dunque Scalfarotto non può infatti evitare di mostrare l’ambiguità del testo e la palese portata ideologica e liberticida dello stesso.

Ritti e silenti dunque, le Sentinelle in Piedi manifestano in silenzio oggi, affinché non venga tolta la libertà d’espressione domani.

Per info e contatti:

Su facebook: Sentinelle in piedi

info@sentinelleinpiedi.it