Oltre a inseguire Grillo, il Pd può ricordarsi che tra poco scatta l’aumento automatico dell’Iva?

Serve un governo e in fretta: la legge di stabilità ha previsto l’aumento automatico dell’Iva dal 21 al 22% da luglio, se non si trovano altre risorse con i tagli.

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Mentre il Pd insegue Beppe Grillo per stringere un’alleanza, ottenendo in cambio una bella raffica di insulti, e Pier Luigi Bersani se la prende comoda facendo i suoi calcoli per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, «si avvicinano due scadenze per le quali occorre intervenire prima che diventino ingestibili». Come ricorda il Foglio «la legge di stabilità ha previsto l’aumento automatico dell’Iva di un punto percentuale a partire dal prossimo luglio, qualora non si trovino altre risorse, per realizzare gli obiettivi di bilancio stabiliti. L’aumento dell’aliquota normale dal 21 al 22 per cento sarebbe un’altra batosta per la domanda di consumi» e per le famiglie.

IVA E CASSA INTEGRAZIONE. La misura scatterà solo se il nuovo governo non troverà, tra un taglio e l’altro, il gettito previsto di 4 miliardi. «Ma per fare una operazione accettabile occorre un lavoro di rassegna dei possibili tagli da effettuare, che richiede di norma qualche mese». Ecco perché Bersani dovrebbe sbrigarsi a decidere cosa fare. Ma c’è un’altra urgenza che ricorda a tutti i parlamentari che siamo ancora in emergenza: «Per la cassa integrazione “in deroga”, che riguarda le situazioni di emergenza non previste da quella ordinaria e gli interventi a favore di lavoratori parasubordinati, la legge di stabilità ha stanziato 1,7 miliardi. Soldi che non bastano per tuto l’anno perché le domande sono maggiori del previsto. Anche in questo caso, non servono molti miliardi ma occorre fare presto per reperirli e per evitare il rischio di un blocco delle erogazioni E, dato l’attuale disagio sociale, sarebbe come un incendio in una polveriera».

ARRESTO DI BERLUSCONI. E poiché lo Stato deve alle imprese almeno 71 miliardi, che bloccando le imprese ostacolano la ripresa, sarebbe opportuno che il Pd, che ha vinto le elezioni, se ne occupasse ma l’unico punto su cui «sembra aver trovato un accordo col Movimento 5 stelle di Beppe Grillo consiste nel concedere l’autorizzazione del Senato all’eventuale richiesta di arresto di Silvio Berlusconi.  Su questo, sono tutti d’accordo. Sul resto, non sembrano interessati alla gravità del momento».

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