Oggi viene beatificata Anna Kolesarova, martire a 16 anni per la castità

Pur di non farsi violentare dai soldati sovietici, la giovane cattolica slovacca si fece uccidere. «La sua storia riafferma il valore della castità come ideale della vita»

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tratto dall’Osservatore Romano – Si oppose a chi voleva usarle violenza e per questo morì da martire. Si chiamava Anna Kolesárová, la giovane slovacca che il cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza di papa Francesco, beatifica sabato 1° settembre, a Kosice in Slovacchia. È la prima beatificazione presieduta dal porporato dopo la sua nomina a prefetto. Nata a Vysoká nad Uhom, nella Slovacchia dell’est, il 14 luglio 1928, fu battezzata il giorno successivo, nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, nel vicino paese Pavlovce nad Uhom. Dal 1934 al 1942 frequentò la scuola popolare primaria nel paese nativo, ottenendo dopo otto anni un diploma con ottimi risultati finali.
Un anno prima della seconda guerra mondiale, il 14 maggio 1938, ricevette la cresima nella chiesa di Pavlovce nad Uhom. Aveva dieci anni e da poco aveva fatto la prima comunione, che abitualmente veniva celebrata intorno a quell’età. A casa ricevette una salda educazione religiosa da parte dei genitori, che si affiancò a quella dei sacerdoti della parrocchia e della scuola. Venendo da una famiglia profondamente cattolica, Anna Kolesárová frequentava regolarmente la comunità parrocchiale, partecipando alla messa e accostandosi frequentemente ai sacramenti. Il 15 aprile 1942, quando aveva tredici anni, morì la sua mamma all’età di 51 anni e tutto il lavoro domestico ricadde sulle sue spalle. La giovane ragazza continuò a vivere con il padre e con il fratello maggiore.
La guerra, con tutte le sue crudeltà, modificò sostanzialmente il tenore di vita di questa ragazza. L’avanzare del fronte sovietico verso ovest provocò, nel corso del 1944, il ritiro delle truppe tedesche e l’avvento di quelle russe. La giovane e bella vita di Anna venne stroncata improvvisamente. La ragazza, allora sedicenne, fu uccisa a colpi di fucile la sera di mercoledì 22 novembre 1944, davanti agli occhi di suo padre, nella casa dei genitori. Quella sera, insieme con la sua famiglia e i vicini, si nascose nella cantina ubicata sotto la cucina della loro abitazione per sfuggire ai combattimenti in corso nella zona. Ma un soldato russo entrato nella casa scoprì il loro il nascondiglio.
Il padre chiese alla figlia di preparare qualcosa da mangiare per il soldato, ma questi cominciò a importunare la ragazza. Viste le resistenze della giovane e la sua fermezza nel difendere la propria castità, il soldato dapprima le ordinò di dare l’addio al padre e al fratello, e dopo che Anna pronunciò le parole: «Gesù, Maria, Giuseppe, vi consegno la mia anima», le sparò due colpi mortali.
Anna fu sepolta nel cimitero di Vysoká nad Uhom. Le esequie furono celebrate dal parroco una settimana dopo la morte, il 29 novembre 1944. In quell’occasione il sacerdote sottolineò che la ragazza morì in grazia di Dio, visto che poco prima della sua morte l’aveva accolta in chiesa per una confessione e le aveva dato la comunione. Lo stesso parroco riportò nel libro dei defunti della parrocchia la causa della morte con l’annotazione: Hostia sanctae castitatis, “sacrificio di santa castità”.
Anna Kolesárová è una delle ragazze giovani che hanno difeso la verginità con il martirio. La sua storia riafferma il valore della castità come ideale della vita. Anna si propone come modello alla gente di oggi e soprattutto ai giovani, affinché riscoprano la bellezza di un vero amore e il valore della virtù della purezza nella loro vita.

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