Ocse boccia il redditometro: «Onere ingiusto su persone e imprese che pagano le tasse»

Secondo il segretario generale dell’Ocse il redditometro «aumenta i costi amministrativi destinati a contrastare l’evasione»

Ingiusto e antieconomico. Così ha descritto il redditometro, lo strumento di accertamento sintetico del reddito in mano all’Agenzia delle entrate, Angel Gurrìa, segretario generale dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che ha sede a Parigi. «Misure come il redditometro – ha spiegato – fanno aumentare i costi amministrativi destinati a contrastare l’evasione e fanno pesare un onere ingiusto sulle persone e sulle imprese rispettose della legge che si comportano onestamente e pagano le tasse. Bisogna chiedersi se tali costi si giustificano».

LAVORO. Secondo Gurrìa, per uscire dalla crisi «è importante continuare sulla via del risanamento fondato su un approccio strutturale», anche se in Italia «il livello del debito rimarrà elevato ancora per qualche tempo». «Tagliare le tasse sul lavoro è la cosa da fare se si vuole davvero far crescere il reddito e l’occupazione».

IMU E IVA. Il segretario dell’Ocse ha poi precisato che «le alte tasse potranno essere tagliate più avanti. E comunque per ridurre le imposte in misura sostenibile bisogna ridurre le spese». Non è un caso che Gurrìa, infatti, abbia ricordato che la via seguita da quasi tutti i paesi dell’Ocse per rafforzare il gettito fiscale è basata «sull’imposta sui consumi, vale a dire l’Iva, sull’imposta sulla proprietà immobiliare (in Italia l’Imu, ndr) e quella sull’emissione del gas».