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Obiettivo emissioni zero. Qualcuno ha calcolato davvero i costi?

Di Piero Vietti
30 Settembre 2023
Il think tank Civitas rifà i conti (sbagliati) del governo britannico che ha imposto per legge il net zero entro il 2050: 5 trilioni di sterline sulle spalle delle famiglie. Ne vale la pena?
Pale eoliche emissioni
Le pale eoliche dell'impianto sul passo della Cappelletta a Varese Ligure, nel 2006 (foto Ansa)

Quanto costa la transizione energetica? La risposta a questa domanda oggi ha la stessa precisione e attendibilità di un oroscopo, eppure il tema sembra non trovare spazio nel dibattito polarizzato dal catastrofismo climatico, per cui in nome del “fare presto” è implicito che non c’è costo o conseguenza sociale che tenga se in gioco c’è la salvezza del pianeta.

Ma se la comunicazione mediatica continua a strizzare l’occhio all’ambientalismo apocalittico, politica e imprese hanno iniziato a muovere obiezioni al massimalismo green che in Europa ha messo paletti e scadenze impossibili da rispettare per tagliare le emissioni di CO2 e raggiungere il cosiddetto net zero, che da definizione onusiana è «la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra il più vicino possibile allo zero, con il riassorbimento delle emissioni rimanenti dall’atmosfera, dagli oceani e dalle foreste».

Tagliare le emissioni in Uk può costare 5 trilioni

Tra il catastrofismo e il negazionismo c’è il realismo, attitudine che manca agli orfani di Timmermans e ai fan reazionari del motore a scoppio. Ma per immaginare una transizione energetica realista qualche conto va fatto. Il Regno Unito è stato tra i primi paesi a votare una legge che obbligasse il paese dal raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050. Senza però che qualcuno azzardasse un preventivo di spesa un po’ approfondito. La stima del Comitato sui cambiamenti climatici parlava di un costo di oltre un trilione di sterline. Un calcolo fatto molto a spanne, tanto che quando il Tesoro nel 2021 ha provato a elaborare i dati in suo possesso si è arreso: troppe incognite, a partire dal fatto che il raggiungimento del net zero dipende da tecnologie che oggi non sono ancora state implementate. 

Ma se un trilione di sterline sembra tanto, molto probabilmente non si avvicina nemmeno al costo reale che passare a zero emissioni entro trentasette anni comporterà. Da poco ha provato a rifare i calcoli il think tank Civitas, con l’obiettivo di calcolare quando questa transizione costerà a famiglia britannica. Il report suggerisce che il costo probabile delle politiche e della legislazione sull’azzeramento netto delle emissioni sarà di almeno 4,58 trilioni di sterline, ben oltre il triplo delle stime ufficiali. Questo, secondo il report, nel caso di “scenario migliore”.

Quanto costerà alle famiglie inglesi tagliare le emissioni

Cosa significa in concreto? Che «una famiglia media dovrà far fronte a costi pari a 6.070 sterline all’anno fino al 2050, derivanti dal reddito al netto delle imposte e da oneri aggiuntivi come conseguenza delle misure e della legislazione sul net zero». La domanda che pone Civitas è quella che i fan delle misure draconiane green fingono di non vedere: ne vale la pena? Il Regno Unito rappresenta meno dell’uno per cento delle emissioni globali di CO2, ed è uno dei cinque paesi al mondo ad avere imposto gli obiettivi di zero emissioni per legge. In soldoni, se anche riuscisse a raggiungere l’obiettivo, questi tagli non avrebbero praticamente nessun impatto sui cambiamenti climatici, mentre lo avrebbero – e pesante – sul portafoglio degli inglesi.

La politica usa gli allarmi e le promesse sulla lotta al climate change per ottenere consensi elettorali e buona stampa, e per potere alzare le tasse senza che i cittadini si lamentino, pena l’accusa di negazionismo. Eppure, scrivono gli autori dello studio di Civitas, chi governa dovrebbe essere “onesto con il popolo britannico” riguardo ai probabili costi di queste politiche e modificare ill mandato del Comitato ufficiale sui cambiamenti climatici per considerare le implicazioni economiche delle misure ambientali. «Vale la pena correre questa scommessa da quattro trilioni e mezzo?». Certo, i calcoli del think tank soffrono della stessa aleatorietà di quelli del Comitato governativo sui cambiamenti climatici, ma rappresentano una voce da ascoltare in un dibattito che rischia di sottovalutare pericolosamente l’impatto che la transizione avrà sulle persone e le famiglie, scrive l’esperto Ross Clark sullo Spectator. 

I costi sottostimati dal governo britannico

Civitas sostiene che il governo avrebbe sottostimato il costo della decarbonizzazione della rete elettrica (334 miliardi di sterline) presupponendo troppo ottimisticamente che il costo delle energie rinnovabili diminuirà della metà; e non avrebbe «nemmeno considerato adeguatamente il costo di dismissione anticipata delle infrastrutture esistenti e i costi inflazionistici della costruzione di infrastrutture elettriche data l’enorme quantità di investimenti richiesti in così breve tempo».

Risultato: secondo Civitas la spesa sarà di 883 miliardi sterline. Calcoli analoghi sono stati fatti sulla decarbonizzazione del riscaldamento degli edifici residenziali, sulle infrastrutture necessarie per ricaricare i veicoli elettrici, sulla perdita di imposte sul carburante e di 186.000 posti di lavoro nella produzione di veicoli. «Un altro settore in cui il Comitato sui cambiamenti climatici non è riuscito a valutare adeguatamente i costi è quello dell’agricoltura e dell’alimentazione. L’abbandono dell’agricoltura intensiva, afferma Civitas, comporterebbe inevitabilmente un’azione inflazionistica».

Ma, soprattutto, nota Clark, «ha elaborato i suoi calcoli in un contesto di tassi di interesse prossimi allo zero. Da allora il tasso base della Banca d’Inghilterra è salito dallo 0,5 al 5,25 per cento». Civitas potrebbe sbagliarsi, ma come dimostra anche il più piccolo ma significativo caso della Lego – che dopo avere annunciato di volere abbandonare la plastica per fare i suoi mattoncini ha dovuto fare marcia indietro perché il suo sostituto emetteva il doppio delle emissioni – quando si tratta di transizione energetica è bene non dare nulla per scontato, e non pensare che bastino gli slogan. Più che il cambiamento climatico, bisognerà iniziare a temere le leggi imposte per combatterlo.

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