Nuova strage islamista in Nigeria: oltre 80 cristiani massacrati

L’attacco è avvenuto sabato nello stato di Plateau ed è stato condotto da pastori musulmani Fulani, che stanno diventando più pericolosi di Boko Haram

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Almeno 86 persone (secondo la polizia), 120 in base alle testimonianze locali, sono state uccise sabato nello stato di Plateau in Nigeria. I responsabili, ancora una volta, sarebbero gruppi di pastori Fulani, i cui crimini sono sempre più frequenti e che stanno diventando una minaccia più pericolosa di quella di Boko Haram. La maggior parte della vittime è probabilmente composta da cristiani.

ATTACCO DI SETTE ORE. Secondo quanto dichiarato al giornale locale Premium Times da Pam Chollom, pastore protestante che guida la Church of Christ In Nations, l’attacco è avvenuto sabato quando un gruppo di uomini armati ha attaccato i cristiani di ritorno dal funerale di un religioso molto stimato nella zona di Barkin Ladi, nel centro del paese. «I Fulani hanno attaccato i membri della nostra comunità: hanno cominciato intorno alle 13 e hanno continuato fino alle 20». Ieri il governo ha confermato il massacro, anche se ha parlato di circa 40 vittime in meno. Anche 50 case in diversi villaggi sono state bruciate.

PASTORI ISLAMICI.Fulani, storicamente musulmani, sono principalmente pastori nomadi e dal nord si spostano verso il florido sud del paese per pascolare le loro mandrie. Qui si scontrano spesso negli Stati centrali della Nigeria con gli agricoltori locali, principalmente cristiani, che non vogliono farsi invadere le terre dalle mandrie altrui. I Fulani affermano di non sapere dove andare a pascolare e si lamentano con il governo di essere costretti ad attaccare e massacrare gli agricoltori per rubare le loro terre perché i politici non gli procurano delle riserve. Da quando la Nigeria è diventata indipendente nel 1960, decine di migliaia di persone sono morte in questo scontro per la terra. Secondo un rapporto di Human Rights Watch, solo da aprile 2010 a novembre 2013 e nel solo stato di Plateau i Fulani hanno ucciso oltre 500 cristiani, radendo al suolo interi villaggi.

BARRICATE SULLE STRADE. Il governo nigeriano ha diffuso un messaggio per invitare i cittadini a «non farsi giustizia con le proprie mani», ma come riferito da Le Monde alcuni giovani hanno alzato della barricate sulla strada che collega Jos, capitale dello stato di Plateau, ad Abuja, capitale federale, fermando e attaccando tutte le automobili i cui passeggeri «sembrano musulmani».

PEGGIO DI BOKO HARAM. I Fulani non costituiscono un problema solo nello stato di Plateau. Il 22 maggio a Makurdi, capitale dello stato del Benue, si è tenuta una marcia organizzata dalla Conferenza episcopale per protestare contro la strage avvenuta il 24 aprile, quando i pastori islamisti hanno ucciso 17 fedeli e due sacerdoti a Makurdi.  Secondo il vescovo di Makurdi, monsignor Wilfred Chikpa Anagbe, è in atto «un’agenda precisa, un chiaro tentativo di islamizzare tutte le aree a maggioranza cristiana della Middle Belt nigeriana». Nello stato di Kaduna, invece, tra il settembre 2016 e il gennaio 2017 sono stati incendiati 53 villaggi, uccise 808 persone, ferite altre 57, distrutte 1.422 case e bruciate 16 chiese. I danni hanno raggiunto la cifra record di 17,5 milioni di dollari. «Siamo diventati così sadici», ha dichiarato monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos, «che non ci accorgiamo neanche più di quanto una simile brutalità crei una cultura di impunità, caos, anarchia e rovina? Come se non bastassero le inutili stragi di Boko Haram».

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