Arriva la “talpa” e i No Tav (ingoiato il boccone amaro) si organizzano

Arriva a Chiomonte la grande fresa che dovrà scavare il tunnel. Gli antitreno si mobilitano per bloccare gli altri pezzi del macchinario in arrivo

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I No Tav debbono ingoiare un altro boccone amaro. Ieri è, infatti, arrivata al cantiere di Chiomonte la “talpa”, la grande fresa che dovrà scavare il tunnel geognostico. Nei mesi scorsi gli oppositori alla realizzazione della nuova infrastruttura, in particolare l’ala dura, avevano annunciato l’intenzione di “bloccare la talpa”. Un obiettivo, evidentemente, non raggiunto.

DUE ZERI DI TROPPO. La “talpa” è giunta al cantiere  accompagnata da una mini-scorta, costituita da una ventina di poliziotti e carabinieri. Solo quattro Tir, seguiti e preceduti dalle pattuglie di polizia. Il movimento è stato sicuramente scosso da questa simbolica sconfitta, che giunge a pochi giorni dalle perquisizioni e dagli avvisi di garanzia per terrorismo. Un nervosismo che fa perdere un po’ di lucidità. Ad esempio, appresa la notizia, il senatore grillino Marco Scibona ha lanciato, facendo un po’ di confusione con gli zeri, questo tweet: «Mi dicono che la “talpa” è arrivata a Chiomonte, questa notte, calata dal viadotto scortata da 2000 agenti». Giusto due zeri di troppo: gli agenti, come detto, era all’incirca 20. Alberto Perino, in un messaggio fatto diffondere sui social network, invece, mette in diretta relazione l’operazione di polizia e l’arrivo della “talpa”: «evidentemente, volevano agire indisturbati».
Ora, al cantiere della Maddalena, la fresa e gli altri componenti sono protetti sotto le volte di un grande hangar; già avviate le procedure di assemblaggio. Per completarle ci vorrà oltre un mese. Per ora la talpa non ha ancora un nome: operai e tecnici la chiamano con la sigla «Tbm», acronimo di Tunnel Boring Machine. È stata costruita negli Usa, Cmc l’ha acquistata nei mesi scorsi. Una volta concluso l’assemblaggio, sarà lunga quasi 200 metri. La fresa è di oltre sei metri, il costo supera i 10 milioni di euro.

MOBILITAZIONE. I tempi lunghi, secondo i No Tav, che oggi si ritroveranno a Bruzolo, provano che ci saranno altri trasporti di parti e componenti. Si stanno, quindi, «preparando per bloccare, per le strade della Val di Susa, gli altri pezzi del macchinario in arrivo». Stasera, annunciano i No Tav, «monteranno gazebi, tavoli e sedie per un primo punto di osservazione».
«Da una prima assemblea – scrivono su Notav. info – proviamo a costruire insieme una mobilitazione adeguata che sappia affrontare i futuri trasporti dei pezzi meccanici che dovrebbero raggiungere il cantiere per essere assemblati e divenire Talpa Tav. L’appuntamento di oggi non servirà per dare una prima risposta emotiva all’arrivo dei primi pezzi della talpa e non sarà un blocco No Tav. Sarà un momento per organizzarsi al fine di riuscire ad essere presenti quando ci saranno gli altri trasporti. non bloccheremo le strade che ci servono per muoverci né bloccheremo l’autostrada senza motivo, ma costruiremo insieme un percorso di mobilitazione per affrontare ciò che ci interessa cioè i passaggi dei convogli che porteranno a Chiomonte i pezzi della talpa».
Un po’ si vuole dimostrare di aver ben incassato il colpo, un po’ che il colpo non ci sia proprio stato.

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