Nigeria. Non si fermano gli attentatori suicidi

Otto morti in due attentati, provocati da kamikaze probabilmente legati ai jihadisti di Boko Haram. Oltre 20.000 persone sono stati uccisi dai fondamentalisti in 7 anni

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Articolo tratto dall’Osservatore romano – È di almeno otto morti, tra cui cinque attentatori suicidi, il bilancio di due attacchi avvenuti ieri nel nord-est della Nigeria e compiuti con molta probabilità dai fondamentalisti di Boko Haram. Stando alla ricostruzione fatta dalle forze dell’ordine i primi tre attentatori hanno azionato le loro cinture esplosive mentre si stavano avvicinando a un checkpoint militare non distante da Maiduguri, uccidendo un civile impiegato nelle forze di autodifesa. Due ore dopo altre due attentatrici suicide si sono fatte saltare in aria uccidendo altre due persone.

Oltre 20.000 persone, tra civili, militari e poliziotti, sono stati uccisi dai fondamentalisti in sette anni, e più di due milioni e mezzo di persone sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni nelle aree nordorientali della Nigeria, dove sono attivi i miliziani di Boko Haram. Le autorità hanno messo in guardia i civili sulla nuova strategia usata dai terroristi che bussano alla porta e poi si fanno saltare in aria.

Nel fine settimana, intanto, altri cinque soldati sono rimasti uccisi durante un assalto da parte di un gruppo di militanti di Boko Haram alla base militare di Buni Yadi, a circa 65 chilometri dalla città di Damaturu, capitale dello stato di Yobe, sempre nel nord-est del paese, ai confini con il Niger. I terroristi continuano a colpire in questa zona della Nigeria malgrado siano stati cacciati — in una vasta operazione condotta dall’esercito — dalla foresta di Sambisa.

Foto Ansa

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