Nigeria. «Cadaveri nelle case, per le strade, nel letto del fiume»

Nella città di Damasak, riconquistata dall’esercito il 15 marzo, dopo una più attenta perlustrazione sono stati trovati «almeno 400 morti»

Venti fosse comuni. Tante ne hanno dovute scavare le autorità nigeriane questo fine settimana per deporvi i cadaveri ritrovati a Damasak. La città di 200 mila abitanti dello Stato settentrionale di Borno, quasi interamente distrutta dai terroristi di Boko Haram, era stata riconquistata dall’esercito nigeriano il 15 marzo.

CADAVERI OVUNQUE. Entrando nella città, sotto un ponte, i militari della coalizione composta da soldati nigeriani, nigerini, camerunensi e ciadiani, avevano trovato una fossa comune con circa 100 cadaveri. Ma le vittime che i jihadisti si sono lasciati alle spalle sono «di gran lunga superiori». «Cadaveri sono stati trovati nelle case, per le strade e moltissimi nel letto del fiume Damasak, che si è prosciugato», rivela un testimone al Guardian.

«ALMENO 400 MORTI». Mohammed Sadiq, un abitante locale che ha aiutato le autorità a seppellire i corpi, ha parlato di almeno «400 morti», mentre il governo si è limitato a un vago «centinaia». Non c’è pace per la città di Damasak, che a fine marzo, dopo essere stata liberata, era stata di nuovo attaccata dai jihadisti. Nell’occasione, avevano rapito 506 persone tra quelle che erano appena tornate ad abitare la città su invito del governo, che aveva garantito sulla sicurezza.

BOKO HARAM ANCORA FORTI. Nonostante l’offensiva della coalizione partita il 14 febbraio, e che ha quasi ripreso tutte le città un tempo conquistate dagli islamisti, i Boko Haram non sono sconfitti. Sabato hanno occupato l’isola di Karamga nel lago Ciad, attaccandola a bordo di motoscafi. Venerdì hanno ucciso 21 civili nel villaggio di Bultaram, sempre nel nord del paese.

Foto Ansa