Nigeria. Bombe di Boko Haram in un quartiere cristiano di Kano: 24 morti

La reazione del vescovo di Abuja, monsignor John Onajekan: «Cristiani in pericolo, serve pacificazione tra cristiani e musulmani, ma anche tra i politici»

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«C’è veramente grande dolore. Queste persone continuano a piazzare le bombe qui e là». Reagisce così John Onajekan, arcivescovo di Abuja, all’attentato che lunedì notte ha colpito Kano, provocando 24 morti. Nessuno ha rivendicato l’attacco, ma è probabile che si tratti dei terroristi islamici di Boko Haram, che hanno fatto esplodere una bomba vicino a un bar in un quartiere cristiano.

«CRISTIANI IN PERICOLO». Per fermare le violenze «ci vorrebbero ancora più contatti personali tra i diversi ceppi della società nigeriana, contatti anche inter-religiosi, affinché si riesca, poco a poco, a convincere questa gente che questo non è il modo giusto né di fare le cose, né di fare onore a Dio, né di costruire una nuova società nigeriana», continua il vescovo a Radio Vaticana. I cristiani di Kano ora sono «in pericolo. Hanno detto che la bomba è stata piazzata vicino ad un bar – continua monsignor Onajekan – dove la gente beveva e mangiava: un divertimento innocente, ma forse quella gente pensa che dove via sia alcool, quello sia un bersaglio legittimo. In Nigeria, non c’è una legge che proibisce la vendita e la consumazione di alcool».

PACIFICAZIONE POLITICA. La necessità per la Nigeria, ora, è fermare i diversi gruppi di Boko Haram con l’esercito, anche se ormai «non si capisce più neanche chi siano in Boko Haram», e poi, conclude il vescovo della capitale, bisogna insistere sulla pacificazione del paese «che non riguarda solo cristiani e musulmani, ma anche i politici, che continuano a fare i loro giochi. Se non riusciamo a costruire dei dibattiti per far pace fra di noi, ci saranno sempre i pazzi che commetteranno atti tragici».

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