Nigeria, Boko Haram attacca un collegio nella notte: 43 morti. Vittime sgozzate e date alle fiamme

Assalto ad ostello che ospitava ragazzi tra gli 11 e i 18 anni: alcuni sono stati sgozzati, altri sono morti nell’incendio. Le scuole diventano obiettivo frequente se non insegnano la sharia

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Nigeria, Boko Haram continua a seminare morte e paura. 43 sarebbero le vittime dell’attacco che la scorsa notte ha preso come obbiettivo un collegio a Buni Yudi, nello stato nord-orientale di Yobe. Le vittime sono tutti maschi, in maggioranza studenti tra gli 11 e i 18 anni, che stavano dormendo nelle camere del collegio stavano quando, attorno alle 2 di notte, il commando della setta armata islamica ha compiuto la sua azione.

PRIMA GLI SPARI, POI L’INCENDIO. La ricostruzione è quella fatta dal portavoce delle forze armate, Lazarus Eli: prima alcuni uomini avrebbero sparato alcuni colpi contro l’ostello del collegio. Quindi sarebbe cominciata la mattanza: alcuni dei ragazzi sarebbero stati sgozzati dai ribelli, altri ancora uccisi a colpi d’arma da fuoco. Infine, è stato appiccato un incendio alla struttura, all’interno della quale sarebbero morti altri giovani. La struttura è stata letteralmente divorata dalle fiamme, crollata a terra durante la notte e i morti ridotti in cenere.

SCUOLE E UNIVERSITA’. Nei quattro anni e mezzo di sangue che hanno segnato il nord-est della Nigeria, non è la prima volta che una scuola diventa obiettivo delle azioni di Boko Haram, che anzi con frequenza attacca istituti e collegi. Il fine è quello di minacciare e indebolire quelle scuole in cui non viene seguita la sharia, cercando di lasciare sicure solo gli istituti di ispirazione musulmana. Spesso poi le azioni sono rivolte contro quei ragazzi e quelle scuole che seguono curriculum di studi troppo “occidentali”, negando così quello che il nome Boko Haram stesso significa, “l’educazione occidentale è peccato”: con questo criterio a fine settembre alcuni uomini armati fecero più di 50 morti nel campus universitario di Gujba.

Leggi l’intervista di tempi a monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos: Così la mia Nigeria resiste al doppio assedio degli islamisti e dei “progressisti” occidentali

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