Il premier assicura che consegnerà la Striscia a "forze arabe". Ma entrare nei cunicoli dove si nasconde Hamas sarà un'impresa rischiosa. Della Pergola: «L’azione di Netanyahu ha fatto danni irreversibili»
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu durante una visita alla base di reclutamento e selezione di Tel HaShomer, 5 agosto 2025 (Ansa)
Il piano per il futuro di Gaza che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu presenta ai suoi ministri è qualcosa di diverso dall'annunciata annessione. È piuttosto un progetto per arrivare a un controllo, il più possibile capillare, del territorio e di quello che c’è sotto la Striscia, i famigerati tunnel dove i terroristi vivono nascosti, pronti ad attaccare a sorpresa le pattuglie israeliane. Nell'idea del premier in futuro Gaza sarà governata da una coalizione che possa garantire il suo sviluppo economico e la sicurezza di Israele.
Un progetto pieno di insidie, che richiederà la condivisione sia da parte di attori internazionali sia dei vertici militari, che si sono mostrati ostili a un ulteriore intensificazione dell’impegno delle forze armate, stremate dopo due anni di guerra, in un territorio controllato ancora in buona parte dai clan e da Hamas. C'è una Gaza che appare sotto il sole e ce n'è un'altra sottoterra: un incubo di cunicoli di cui nessuno conosce la vera estens...
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