«Neanche Santorum può fermare Romney». Parla l’esperto di politica americana della Virginia

Intervista a Larry Sabato, direttore del Center for Politics presso l’università della Virginia. «Se l’America non cresce, il vantaggio di Obama sul candidato repubblicano si ridurrà sempre di più. Santorum ha una piccola chance ma vincerà Romney, con gli stessi voti di McCain»

«Le presidenziali americane si giocheranno molto probabilmente sul filo del rasoio». A spiegarlo a Tempi.it è Larry Sabato, direttore del Center for Politics presso l’università americana della Virginia. La vittoria di Obama contro i repubblicani dipenderà molto dall’andamento economico degli Stati Uniti: «Se in autunno ci sarà una crescita, allora Obama avrà più chance di vincere. Al contrario il suo margine di vittoria si ridurrà più facilmente».

Secondo il più attendibile istituto di sondaggi americano, Rasmussen Reports, l’indice di gradimento di Obama è minore rispetto a quello di un candidato repubblicano generico ma maggiore rispetto a quello di Mitt Romney, il candidato in testa nelle primarie del Gop. Questo non significa qualcosa per il partito repubblicano? «Non vedo alternative a Romney, che per ora resta l’unico candidato competitivo», continua Sabato. E gli altri repubblicani in corsa per ora non sono abbastanza forti da battere il presidente in carica. «Rick Santorum ha una chance, ma dovrebbe vincere in South Carolina in modo da far crescere i finanziamenti necessari alla campagna e attrarre elettori togliendo voti agli altri antagonisti di Romney (sostanzialmente a Gingrich e Perry). Ma se anche Santorum arrivasse primo alla prossima tornata repubblicana, rendendo nuovamente competitiva la corsa, sarebbe comunque difficile per lui vincere le primarie contro l’ex governatore del Massachusetts. Perciò non credo riuscirà nemmeno a sfidare Obama».

Romney non avrebbe quindi da temere nulla. «Deve rendersi conto che i candidati con soldi e supporti nazionali, Gingrich e Perry, sono caduti così tanto che i suoi più grandi avversari sono diventati Santorum e Paul». Resta il fatto che con cinque candidati sopravvissuti il voto contro Romney è molto frammentato e debole. «A meno che i conservatori si stringano intorno ad un altro sfidante entro i prossimi otto giorni, prima del voto in South Carolina, l’ex governatore potrebbe ottenere i voti che prese John McCain quattro anni fa». Prese appena il 33 per cento, battendo Mike Huckabee di soli due punti. «Accadde perché Fred Thompson rimase in gara abbastanza a lungo per frammentare il voto del Gop, ma poi McCain vinse le primarie nel suo partito. Come tutti i candidati che dal 1980 arrivano primi in South Carolina».