Neanche l’invasione dello Stato islamico è riuscita a unire sunniti e sciiti in Iraq

La tribù sunnita di Al Bu Nimr combatte l’Isil nella provincia di Anbar e vorrebbe entrare nell’esercito regolare o ottenere armi dal governo di unità nazionale, che non si fida

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Vincere la guerra contro lo Stato islamico è tutt’altro che scontato per l’Iraq, nonostante la recente riconquista del fondamentale impianto petrolifero di Baiji. Gli islamisti attentano all’esistenza stessa dell’Iraq così come lo conosciamo oggi ma questa minaccia non è bastata ad unire le anime sunnita e sciita del paese.

SERVONO ARMI. Anni di governo sciita di Al Maliki hanno completamente alienato la popolazione sunnita e il nuovo governo di “unità nazionale”, guidato dallo sciita Haider Al Abbadi, dello stesso partito di Al Maliki, non è riuscito a migliorare la situazione. Così, ora che centinaia di membri della tribù sunnita Al Bu Nimr sono stati uccisi per proteggere Baghdad dall’avanzata dell’Isil nella provincia di Anbar, ancora il governo si rifiuta di assimilarli nell’esercito. Il governatore provinciale di Anbar, Sabah Karhoot, ha dichiarato che la tribù è ancora disposta e in grado di combattere i terroristi ma hanno bisogno di armi. Le stesse che il governo ha paura di fornire.

DIFFIDENZA SCIITA. «Se il governo non è in grado di garantirci in fretta un sostegno militare, dovremo chiedere aiuto direttamente alla coalizione internazionale», ha dichiarato il governatore. Ma Baghdad è riluttante a inviare armi alla tribù perché teme che i sunniti si uniscano allo Stato islamico e che le armi finiscano in qualche modo nelle mani dei terroristi. La tribù Al Bu Nimr ha anche proposto di far entrare tremila dei suoi uomini nell’esercito regolare iracheno, ma i responsabili del governo hanno finora accettato solo un contingente di 100 uomini.

DIFFIDENZA SUNNITA. «Il governo deve cominciare armando almeno 500 uomini. Poi, quando vedrà che si può fidare, potremo passare a numeri maggiori», dichiara a Reuters un leader della tribù. «Anche ai pochi uomini entrati nell’esercito nella base di Ain al-Asad non vengono fornite armi». La diffidenza tra sunniti e sciiti è reciproca: quando è girata la voce che milizie sciite legate all’Iran erano pronte a combattere contro lo Stato islamico, il governatore di Anbar ha paragonato i combattenti sciiti ai miliziani dello Stato islamico: «Rifiutiamo assolutamente le milizie».

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