Muller alle suore americane “ribelli”: «Sono addolorato, mancano segni sostanziali di collaborazione»

La Congregazione per la dottrina della fede interviene contro la Lcwr americana che continua a provocare la Santa Sede

Lo scontro tra le suore americane della Lcwr (Leadership Conference of Women Religious) e il Vaticano si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo l’indagine aperta per volontà di papa Benedetto XVI nell’aprile 2012, le suore erano state accusate dalla Congregazione per la dottrina della fede di femminismo radicale, posizioni antitetiche al Magistero, disobbedienza, negazione della centralità dell’eucaristia, promozione dell’aborto, dell’omosessualità e del sacerdozio femminile.

IL RICHIAMO DI MULLER. L’organizzazione, che raccoglie più dell’80 per cento delle oltre 51 mila religiose statunitensi, è stata posta sotto il controllo della Conferenza episcopale americana nella speranza di un ravvedimento, ma in questi due anni le suore commissariate hanno continuato a esprimersi pubblicamente contro i vescovi e contro Roma.
Gerhard Muller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, insieme all’arcivescovo di Seattle Peter Sartain, delegato dalla Santa Sede per seguire la riforma della Lcwr, ha sentito il bisogno di ribadire in un messaggio del 30 aprile scorso che «la vitalità della vita religiosa può fiorire solo nella fede ecclesiale della Chiesa».

NUOVI PROBLEMI. Muller ha affermato che «la Lcwr, come entità canonica dipendente dalla Santa Sede (…) ha un compito importante per la promozione della fede come fondamento essenziale della vita religiosa» ma che «stiamo cercando una più chiara espressione di quella visione ecclesiale e segni più sostanziali di collaborazione». Sembra infatti che le suore abbiano proseguito nel sostenere una linea “New Age”, con celebrazioni e riti sincretici lontani dalla prassi cattolica. Muller, già intervenuto per ammonire la Lcwr, era stato accusato per la sua durezza, ma questa volta ha chiarito che la questione «è troppo importante per essere affrontata con un linguaggio edulcorato».
Oltre ad aver appoggiato la teoria della Conscious Evolution (Evoluzione Consapevole) opposta «alla Rivelazione cristiana», per cui l’umanità sarà in grado di decidere che specie essere nel futuro, le suore americane hanno rifiutato la presenza alle loro assemblee di «relatori e presentatori approvati dal delegato del Vaticano». Anzi l’organizzazione ha scelto come relatrice della sua assemblea annuale Elizabeth A. Johnson Csj, una teologa criticata dai vescovi degli Stati Uniti per la sua opposizione alla dottrina cattolica.

«SONO ADDOLORATO». Il prefetto si è detto «addolorato» perché quest’ultima decisione è «una provocazione piuttosto evidente contro la Santa Sede e la valutazione dottrinale». E anche contro Papa Francesco, che un mese dopo la sua elezione aveva dichiarato pubblicamente di voler continuare con il programma di riforma religiosa cominciata durante il pontificato precedente, suscitando il disprezzo delle religiose.