Approvata la mozione per i cristiani perseguitati in Iraq. «La Regione Lombardia esponga la “N” di nazareni»

I consiglieri del Nuovo centrodestra lombardo devolvono la diaria per gli abitanti di Mosul e chiedono un impegno in difesa dei cristiani e della libertà religiosa

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lombardia-nazareni«In Iraq la situazione delle minoranze religiose sta peggiorando ogni giorno di più. Non c’è da mangiare, da dormire, scarseggiano le medicine e, giorno dopo giorno, la situazione peggiora. I rifugiati sono ormai stanchi e stanno perdendo la speranza». Sono le parole usate da padre Rebwar Basa, sacerdote caldeo iracheno, intervenuto ieri in video collegamento da Roma a un incontro organizzato dal gruppo consigliare Ncd in Regione Lombardia. Secondo padre Basa sono necessari due tipi di interventi immediati per aiutare le persone fuggite dalle loro case e dalla loro terra: «Da una parte aiuti economici per garantire i servizi essenziali, dall’altra la creazione di una zona protetta sotto il controllo delle Nazioni Unite». Come ha ricordato l’arcivescovo di Mosul, Emil Shimoun Nona, anche padre Basa ha criticato il temporeggiamento occidentale davanti alla conquista del nord Iraq da parte dell’Isis. «Dal 10 giugno, in Iraq, i cristiani vengono sepolti vivi, le cristiane abusate, vendute per strada e le loro case vengono loro sottratte. Gli americani dovevano intervenire prima».

LA MOZIONE. Sono ormai più centomila i cristiani iracheni costretti dall’Isis ad abbandonare case e averi per evitare la morte. Per questo, il gruppo consiliare di Ncd in Regione Lombardia ha presentato oggi in Consiglio una mozione (scarica qui il testo) «per la tutela della libertà religiose e dei cristiani perseguitati in Iraq». La mozione è stata approvata a larga maggioranza e i consiglieri, durante la presentazione del provvedimento, hanno indossato una maglietta con il simbolo della N di Nazareno con cui sono marchiate le case dei cattolici in parte dell’Iraq.
«Di fronte a questi fatti – ha detto ieri il capogruppo di Ncd, Luca Del Gobbo – Regione Lombardia deve lanciare un segnale forte di vicinanza e mettere in campo interventi concreti per tutelare la libertà religiosa». Alla presentazione della mozione hanno partecipato anche il coordinatore lombardo di Ncd, Alessandro Colucci, e il presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo.

Cristiani PerseguitatiESPORRE LA N DI NAZARENI. «Attraverso la mozione – ha spiegato Del Gobbo – chiediamo a tutte le istituzioni, internazionali e nazionali, di attivarsi per tutelare la libertà religiosa». Due sono le iniziative che impegneranno la Giunta, qualora la mozione fosse approvata: «Aderire alla raccolta fondi “Adotta un cristiano di Mosul”, attraverso lo stanziamento di risorse adeguate, ed esporre su Palazzo Lombardia e sul Pirelli il simbolo della “N” di Nazareno». Tutti i nove consiglieri di Ncd hanno deciso di donare la propria diaria di oggi, circa 250 euro a testa, alla raccolta fondi, un invito che, ha precisato Del Gobbo, «è allargato a tutti i nostri colleghi».
Il coordinatore lombardo di Ncd, Alessandro Colucci, ha spiegato che l’iniziativa ha come obiettivo quello di «sensibilizzare tutti i cittadini sul tema della libertà religiosa e sulla persecuzione in atto, per questo chiediamo l’esposizione del simbolo della “N” di Nazareno come segno di vicinanza e sveglia per tutto l’Occidente. Serve, infatti – ha proseguito Colucci – una vera e forte operazione culturale che trovi la sua forza e sostanza nel recupero dei nostri valori, solo così potremo reagire con decisione e realizzare qui da noi un processo di reale integrazione, fatto di regole certe e chiare».

IL SILENZIO DELL’OCCIDENTE. Sul tema delle persecuzioni contro i cristiani, secondo Cattaneo, «è calato un silenzio vergognoso». «L’Occidente – ha osservato il presidente del Consiglio Regionale – che è sempre schierato in prima linea nella battaglia contro la violazione dei diritti degli animali, sembra invece timido, o ancor peggio, addormentato di fronte ai centomila cristiani che ogni anno vengono uccisi nel mondo a causa della loro fede». «Di fronte a un dato abnorme – ha affermato – sorprende la debolezza dell’Occidente, incapace di rendersi conto che difendendo i cristiani si difende la libertà religiosa»

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