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Milano-Roma. Doppio appuntamento sabato per la famiglia

ottobre 16, 2015 Redazione

Nel capoluogo lombardo con Regione Lombardia e Tempi, a Roma con la Manif pour tous. Tanti ospiti, incontri imperdibili

famiglia-lombardiaAggiornamento: nel pomeriggio danneggiato il piazzale del sede regionale dove si terrà il convegno

Doppio appuntamento sabato 17 ottobre sul tema della famiglia. Prima a Roma e poi a Milano. Invertendo l’ordine cronologico, partiamo da quest’ultimo, dato che il direttore di Tempi, Luigi Amicone, è stato chiamato a moderare l’incontro “Nutrire la Famiglia per nutrire il futuro. Tutela e rilancio del ruolo della Famiglia per la società del domani”. Il convegno, che si richiama a quello organizzato a gennaio, è stato promosso da Regione Lombardia che, a partire del suo presidente Roberto Maroni, è sempre stata molto decisa nel difendere la famiglia naturale. E proprio Maroni, che all’incontro ci sarà, ha promosso con l’assessore regionale alle Culture, identità e autonomie, Cristina Cappellini, questo evento.

famiglia-romaDOVE E CHI. Dunque, segnatevi sull’agenda data e luogo: Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli a Milano ore 15. Oltre a Maroni e Cappellini, parleranno: Massimiliano Romeo, capogruppo Lega Nord in Consiglio regionale e primo firmatario della mozione “no gender”; Raffaele Cattaneo, presidente del consiglio regionale; Claudio Risé, docente universitario, psicoterapeuta, giornalista e scrittore; Ludovine De La Rochere, presidente della Manif Pour Tous; Massimo Gandolfini, neurochirurgo, vicepresidente dell’associazione Scienza&Vita e promotore del Comitato difendiamo i nostri figli; Giovanna Rossi, ordinario di sociologia della famiglia e direttore del Centro studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica; Gian Carlo Blangiardo, ordinario di demografia e statistica dei flussi migratori alla Statale di Milano.

GENERAZIONE FAMIGLIA. A Roma, invece, la mattina (Teatro Adriano, Piazza Cavour, ore 9.30) si terrà il convegno “Generazione Famiglia” con cui la Manif Pour Tous Italia rilancia la sua attività su tutto il territorio nazionale. A parlare saranno: Jacopo Coghe e Filippo Savarese, rispettivamente presidente e portavoce della Manif, i giornalisti Costanza Miriano, Mario Adinolfi, Fabio Torriero; gli intellettuali Diego Fusaro e Marcello Veneziani; i docenti universitari Alessandra Servidori e Sergio Belardinelli; l’economista Ettore Gotti Tedeschi; lo psichiatra Alessandro Meluzzi; la deputata Ncd Eugenia Roccella; il direttore Fondazione Novae Terrae Luca Volontè. Anche a Roma saranno presenti Massimo Gandolfini e Ludovine De La Rochére.


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34 Commenti

  1. xyzwk says:

    Bellissimi questi convegni, a giudicare dai relatori non c’è una sola voce fuori dal coro, nessun contradditorio. In pratica ci si parla addosso. Immagino che non saranno ammessi interventi dal pubblico e guai a chi dissente dalla linea data. Sono convegni assolutamente chiusi alla ristretta cerchia di coloro che non ammettono dissenso. Una vera e grande dimostrazione di pluralismo e democrazia, d’altra parte dall’attuale governo della Lombardia non ci si poteva aspettare altro, mentre a Roma governano i vescovi quindi è lo stesso!

    • Orazio Pecci says:

      Disse il lupo che si era travestito con la pelle dell’agnello appena sbranato…

      • xyzwk says:

        Il fatto è che non si puó accusare la società di perseguire un “pensiero unico” e poi essere i primi a non ammettere e soprattutto non legittimare il dissenso da quelli che vengono appunto definiti principi di fatto non negoziabili. Cominciate voi per primi ad accettare l’idea che esiste una forte istanza sociale volta al cambiamento e vedrete che probabilmente si puó giungere ad un accordo anche su questi temi trovando una mediazione e venendo incontro anche a chi come voi non sentono ancora come urgenti questi cambiamenti Il vero problema per entrambe le parti è la capacità di discutere serenamente senza avere la pretesa di essere moralmente superiori al proprio interlocutore.

        • Daniele says:

          La gay cultura eguaglia ciò che è differente, perché omologa intollerabilmente ciò che è creaturalmente diverso. La libertà di essere omosessuali e di definirsi anche gay è diventata una minaccia culturale, una prepotente minaccia di marketing che ora è approdata ai poteri forti.
          E’ diventata un’ideologia radicale che pretende di eguagliare ciò che è diverso e agisce in modo prepotente, minaccioso e totalitario, dipingendo le idee a loro opposte come “fanatiche e illegittime”, soffocando il dibattito, stabilendo arbitrariamente quali argomenti sono socialmente accettabili e quali no, criminalizzando di fatto il dissenso e delegittimando gli oppositori.
          Creando anche nuove parole prive di senso come “omofobia” per etichettare il dissenso e togliergli la parola, una perversione autoritaria della liberale difesa dei diritti.

          • Daniele (l'altro) says:

            E non hai ancora visto niente!
            Fra un po’ lanceremo i missili Gender a lunga gittata, e allora non ce ne sarà per nessuno!

            • To_Ni says:

              Daniele (L’Altro)
              Mi sembra scontata la tua ironia dopo esserti convinto “che l’asino vola” ….anzi no, scusa … troppo facile (hai superato questa fase, sei oltre)…correggo: Mi sembra scontata la tua ironia dopo esserti convinto che è normale che due maschi si possono sposare ed avere dei figli.

              • Daniele (l'altro) says:

                Guardati attorno: ormai è anormale pensare che non sia normale.
                Solo in una piccola riserva indiana per bigotti come questa è ancora possibile affermarlo senza apparire ridicoli.

                • giovanna says:

                  Daniele, caro venditore di sperma, hai rispolverato il termine “bigotto “, era dai tempi in cui ti chiamavi giovanni cattivo e filomena che non lo usavi più !
                  Scusami , eh, avevo detto che ti lasciavo trollare in santa pace , vado, vado !

                  ( l’ultimissima : quella storiellina sui neri ecc ecc l’hai fatta a dire a cani e porci, ti è stato ribattuto in tutte le salse possibili e immaginabili, non ti sembra ora di cambiare disco ? )

                • To_Ni says:

                  Daniele 🙂 (L’altro)
                  Bè se tutti credono che l’asino vola (ma tu capisci a cosa alludo) non mi faccio il problema di appartenere ad una riserva di bigotti. Sentititi fiero di essere un vincitore in un branco di pecoroni.

          • xyzwk says:

            Quello che tu definisci pretesa di eguagliare ció che è diverso, in realtà fa luce su un problema che non è solo dei gay, ma anche per esempio delle donne che per secoli sono state confinate in casa senza poter dire la loro in ambito pubblico. Non si tratta di mettere in discussione le diversità ma i diritti in quanto persone prima ancora della propria connotazione sessuale. La discussione dovrebbe essere aperta a tutti ma in un paese civile le parti in gioco pur dissentendo devono poter legittimarsi reciprocamente Ora le vostre posizioni sono addirittura riconosciute per legge, si tratta dunque di dare dignità anche alla vostra controparte e per fare questo bisogna necessariamente mettersi in discussione, sia pure mantenendo i propri valori, ma riconoscendo pari dignità ai valori degli altri.

            • To_Ni says:

              Cara Xyzwk, scusami se ti ho trascurato.
              Che pallose inutili bugie. Ma non ti annoi? “Legittimarsi reciprocamente”, ovvio per una conformista cronica le differenze sono un problema. Bisogna essere tutti allo stesso modo inserendo la parola “diritti” che può avere, nella bocca di alcuni, una estensione di significato osceno e disgustoso. Ed in questo quadro chiudi sempre con “pari dignità ai valori degli altri.” Pari dignità anche con i valori di m… umilianti e degradanti. Ma per te tutto è uguale

              Che ottusa sciocchezza la tua “storia della donna”.

              • Luca says:

                Eppure non è difficile da capire.
                Chiedere uguali diritti, non significa affatto negare le differenze.
                I bianchi sono diversi dai neri? Certo, nessuno lo nega.
                E’ giusto che bianchi e neri abbiano gli stessi diritti? Ovviamente sì, e nonostante siano diversi (perchè si tratta di differenze che, pur esistenti ed evidenti, non giustificano un diverso trattamento da parte della legge statale).
                E’ chiaro il concetto???

                • giovanna says:

                  benvenuto, LUCA !
                  una riserva infinita, non c’è che dire, quanti sono i nomi al mondo
                  tu sei sposato ?
                  hai figli ?
                  sei cattolico ?
                  dai, raccontaci la favoletta
                  (scusami cara, se non entro nel merito, ho già dato per il prossimo millennio )

                  • Luca says:

                    Ciao Giovanna,
                    non è la prima volta che scrivo qui, e ho già avuto modo di ricevere da te le abituali accuse di “multi-nick” e compagnia bella.
                    Comunque ti basterà fare una breve ricerca tra gli articoli, per scoprire che ho scritto spesso anche con il mio account “Facebook”, registrato con nome e cognome.
                    Visto che la cosa ti interessa, sono maschio, etero, sposato, senza figli, e per vivere faccio l’avvocato.
                    Un caro saluto.

                    • Luca says:

                      Ah, dimenticavo: non sono cattolico (ma questo, probabilmente, lo avevi già intuito).

                    • Pepito says:

                      @Luca,maschio,sposato,etero, avvocato e non cattolico.

                      La differenza è palese per chi non ha le fette di salame dell’ideologia sugli occhi: bianco con nero non implica nessunissima differenza perchè potenzialmente idonei a formare una famiglia con figli mentre maschio con maschio (o femmina con femmina) sono dalla natura (non dai cattolici ottusi e bigotti)
                      limitati e non possono in nussunissimo modo procreare. Di conseguenza è sbagliato dargli gli stessi diritti di chi, procreando, avrà molti più doveri.

                    • giovanna says:

                      Luca, non ricordo affatto di aver mai avuto a che fare con te, sai siete tutti così uguali e noiosi e pesanti !
                      Comunque, direi che ci ho azzeccato in pieno !
                      I figli li avrà la prossima “triestina” !
                      E almeno sarai ex-cattolico-luterano , dai, che figura ci fai se no coi tuoi colleghi ?
                      Che hai una infarinatura di giurisprudenza da web , si sapeva da un pezzo.
                      Dai, ti lascio trollare in santa pace, ‘notte.

                      (carlo masi luca pippo , scusa, non sei al centro del mondo, abbi pazienza )

                  • pippo says:

                    lol ciao giovanna,
                    forse hai confuso luca con me…
                    io prima usavo il nick name luca. poi ho dovuto cambiare perchè come ti ho spiegato questo sito alcune volte non permette più a certi nick name di pubblicare.

                    il fatto che tu ti ostini a cercare di capire chi dice le cose invece di capire cosa dice è peculiare della tua ottusità.

                    ma pensa a quanti nick name fasulli hai tu e quante personalità hai qui dentro.

                    come ti ho già detto, se non cambio nick all’interno di una conversazione al solo scopo di darmi ragione da solo, ma cambio nick perchè perseguitato dalla censura di questo sito non sto “imbrogliando”.

                    fatti una vita!

                    • Sebastiano says:

                      “…cambio nick perchè perseguitato dalla censura di questo sito…”
                      Perdiana, questa è colossale, Pippo.
                      Sicché questo sito, che ti permette di scrivere (e talvolta di insultare) liberamente ti perseguiterebbe? Beh, hai due strade:
                      a) non scriverci più, mica te l’ha ordinato il dottore
                      b) fare un confronto con altri (diciamo pure qualunque altro) siti, dove per poterci scrivere devi essere registrato (compresi il sito del comico che tanto si vanta di democrazia della rete e compreso il sito dell’UAAR che applica il ban a chiunque non sia allineato ai proclami del pensiero unico).
                      Ti consiglio la b). Prova a far finta di essere un cattolico fervente e facci un interventino farlocco, che so, in difesa della famiglia tradizionale o contro l’aborto. Prima ti becchi una sequela di insulti (che quelli di qui ti sembreranno laudi francescane), poi sarai etichettato come provocatore con la diretta e inevitabile conseguenza di essere cacciato elettronicamente.

                      Fa una cosa, giacché ti reputo persona dotata di intelligenza: non cascare nel vittimismo idiota di chi sospetta complotti inesistenti da parte della Redazione di tempi.it. A volte – e non raramente – anche a me, che ho idee distanti dalle tue e, suppongo, “assai vicine” a quelle dei redattori, è capitato che:
                      a) i post non siano stati pubblicati, senza spiegazione alcuna;
                      b) che io sia stato identificato come hacker;
                      c) che i miei post siano stati ritenuti offensivi (e, rileggendoli non ho mai capito perché) e perciò cestinati.
                      Dicono che è il sistema automatico che gestisce il tutto.
                      Qualcuno ha proposto che per poter scrivere ci si debba registrare (come avviene altrove), in modo da identificare univocamente chi scrive e impedire i falsi nick. Ma la Redazione non ci sente: preferisce lasciare più libertà (ovviamente senza insulti) a tutti. Pensa te…

                      p.s.: questo messaggio l’ho dovuto scrivere tre volte, per esempio

                    • Sebastiano says:

                      “…perseguitato dalla censura di questo sito…”

                      Questa è proprio colossale.
                      Detta da uno che ci scrive liberamente in lungo e in largo, in un sito che non richiede registrazione (come forse sarebbe meglio, ché di tanti troll mulktinick ne abbiamo piene le tasche).
                      Hai davanti due strade per evitare questa sindrome da “persecuzione”:
                      a) evitare di scriverci (non te l’ha mica ordinato il dottore)
                      b) fare il confronto con tanti (tutti) gli altri siti; vai per esempio su UAAR o su FQ e prova, per puro diletto, a far finta di essere un cattolico ortodosso (magari prova a difendere la sacralità del matrimonio tradizionale o a definire l’aborto come omicidio): oltre alle valanghe di insulti (che quelli di questa parte ti sembreranno laudi francescane) verrai etichettato come provocatore e bannato in meno di un giorno.
                      Lascia perdere le manie, Pippo, sei una persona intelligente e come tale sai benissimo che i commenti (non solo i tuoi, a me è capitato un sacco di volte: questo per esempio è la terza volta che lo scrivo) vengono talvolta omessi perché un sistema automatico li identifica come inopportuni o offensivi. E non sempre, visto che tante volte sono passati messaggi ultraoffensivi (ti ricordi Riccardino?).
                      La Redazione continua a sostenere la linea della libertà di scrivere, e lo permette a te e a tanti altri che non sono allineati alla linea editoriale.
                      Questa sparata non ti fa onore.

                    • Sebastiano says:

                      Ho scritto per quattro volte un più che educatissimo commento in risposta alla tua mania di persecuzione, e non l’ho visto pubblicato: questo forse ti darà la misura della tua sparata colossale, detta per di più da uno che ci scrive in lungo e in largo.
                      Non fai onore alla tua intelligenza.

                • To_Ni says:

                  Luca
                  E’ un concetto, il tuo, non pertinente alla discussione. Non è una discriminazione tipo neri e bianchi (che tra l’altro, faccio una disgressione, nessuno mai l’accenna, la chiesa non ha mai ammesso dato che abbiamo il pregiudizio che siamo discendenti tutti da Adamo ed Eva) .
                  L’esempio più pertinente, giusto per segnalare una anomalia antropologica, è paragonare una coppia di neri che pretende il diritto di avere un figlio bianco (o fai viceversa …se ti sembra razzista).
                  Dico questo perché ho detto 1.000.000 di volte che per me il problema è sui matrimoni equiparati che porta all’equiparazione ad avere bambini (vogli vedere chi poi non invocherebbe il principio di “non discriminazione”)

                  • To_Ni says:

                    Aggiungo che il mio post rivolto a Xyzwk pone l’accenno sull’uso delle parole e come queste possono dire tutto ed il contrario di tutto in base alla bocca che le pronuncia. Metti “pari dignità”. Per Xyzwk (fidati è Filomena) in una vecchia discussione ha tranquillamente detto che il lavoro di una prostituta ha pari dignità di una donna che lavora in una catena di montaggio. Capisci allora … che quello che dice, per quanto formalmente educato è una emerita …..è pupù .

                  • Luca says:

                    Il diritto ad “avere bambini” (o meglio ad “adottare bambini”, visto che si tratta di coppie sterili, amo o etero che siano) non di qualsiasi coppia sposata, ma solo delle coppie valutate idonee dalle apposite commissioni.
                    Fortunatamente, la società civile s’interessa dei diritti dei bambini da molto tempo prima che li scopriste voi altri per la paura dei “gay”.
                    Il rischio che una famiglia adottiva possa danneggiare il bambino esiste a prescindere.

                    • To_Ni says:

                      Semplifichi il discorso fino a banalizzarlo. Si vede che non sei cattolico. Parti male già con “il diritto” di “avere” un bambino… sugli schiavi si avevano “diritti” .
                      Questo “diritto” ad avere bambini, oggi, si concretizza pure andando all’estero , pagando donne, affittando uteri, comprando ovuli. C’è un apposita commissione “idoneità” per questo? E ti faccio presente che su questo sito gli “idonei” aventi la tua stessa linea argomentativa …minimizzano l’aspetto parlando di “generose donatrici” che ricevano una “donazione di contraccambio”.

                      Non parlare di “società civile” che si “interessa”. Parla piuttosto di studi sociologici improntati ad una ridicola metodologia (perlopiù interviste spontanee) valutate da soggetti di cui non è lecito sapere il background culturale e che si impongono, avvolte tramite sentenze, a dispetto di tutti.

                      Certo che un famiglia adottiva può danneggiare a prescindere. Ma di certo una cosa è avere “di partenza” una cura a rispettare un criterio che vede una completa polarità uomo donna (presente in tutte le culture di tutti i tempi e a tutte le latitudini) rispetto ad una improvvisazione di due gaiosi che si scoprono genitori. Una differenza, quella uomo- donna, che come ogni differenza, costituisce una ricchezza, e che solo in un cultura come la nostra, ossessivamente consumistica e compulsivamente desiderosa, dice che se ne può fare a meno. Andando ad imporre per via normativa (perché di questo in definitiva si tratta) che di una delle due figure (padre – madre) se ne può fare a meno, perché lo “studio sociologico” (non la “società civile”) ha detto che basta l’ammorreeee.

                    • To_Ni says:

                      Ti ho risposto e sono moderato. Aggiungo solo che non si tratta di “paura dei gay” …ma di ritenere giusto che i gay siano semplicemente e coerentemente gay.

  2. renzo busti says:

    Famiglia moderna. Genitori moderni, parenti noti virtuali, parenti effettivi sconosciuti.Poveri bambini futuri. Sopra ho scritto errando ” parenti efferrivi “

  3. Cisco says:

    Iniziativa giusta e con il corretto “time to market” per dirla in modo fico. E la riprova sta nel fatto che suscita polemiche, naturalmente del tutto pretestuose. Come quella del gender neutral Xyzw, il/la quale addirittura pretenderebbe che in ogni convegno ci fosse un contraddittorio, come se le lezioni pedopornografiche di Luxuria & C. nelle scuole lo prevedessero. Il contraddittorio e la dialettica sono nella società plurale, non nei convegni o nelle bocciofile komuniste, e tantomeno nelle darkroom arcobaleno (e in quelle vaticane).

    • pippo says:

      Cisco,
      se in una lezione ti spiego che bisogna trattare in modo equo e rispettoso tutti a prescindere da razza, sesso, religione, orientamento sessuale, estrazione sociale, etc come fai a chiamare un contraddittorio?
      visto che nelle citate lezioni non si spiega altro che questo, che senso ha definire un’altra voce un contraddittorio? chi chiamo? un nazista?
      se invece ti chiedi se nelle suddette lezioni ci siano anche rappresentanti della chiesa la risposta è si , sempre. uno perchè sono i ragazzi a volerlo, due perchè altrimenti voi piantate dei tali casini che due volte su tre queste cose si devono cancellare all’ultimo momento.

      nel vostro caso ascoltare anche la voce di un rappresentante delle cause GBLT tanto male non vi farebbe. già non brillate di intelligenza ma a furia di stare tra voi 4 gatti vi state rincitrullendo del tutto.
      poi fate ‘ste figure platealmente di ME**A dove Maroni inizia a gridare a un ragazzino di 21 anni “ricc*ione”, la platea pullula di preti pedofili condannati e gli oratori sono persone della levatura morale di Adinolfi, che lasciata moglie e figli si risposta con una ba**ona brasiliano con la metà dei suoi anni e dei suoi kg.
      ma fatevi un bell’esame di coscienza.

  4. pippo says:

    ma una vita non ce l’avete?
    state sempre a parla de fr**i?
    ma na sana sco**ta ve la fate mai?
    ma fateve na bella spaghettata de ca**i vostri a un certo punto no?

    • Menelik says:

      Guarda caro, che il sesso a noi non manca, considerato anche che la maggior parte di noi è sposata da anni (io personalmente da 32), e non abbiamo mai avuto l’esigenza di pagare per una trombatella come tanti altri, e nemmeno di cercarne su siti internet, il cosidetto “dating” come va per la maggiore in UK di questi tempi.
      Perché ho letto che è una cosa ricorrente per alcuni di voi scrivere che non trombiamo mai e amenità del genere.
      In soldoni, stavolta parlo personalmente ma al 99,9999999999999999% dei casi si potrebbe applicare anche agli altri “bigotti moralisti cristianisti”, non mi sono mai stancato della stessa minestra riscodellata, e ci inzuppo il biscottino piuttosto frequentemente, nonostante sia un vecchiaccio bianco per antico pelo.

      • pippo says:

        insomma,
        mica lo so se ti credo tanto.
        a star a sentire voi ogni botta deve corrispondere ad un figlio… avete 4/5 figli a testa… anche considerando 20 tentativi a figlio, fate un totale di 100 bottarelle nel corso di una vita… quello che io e mio marito facciamo in 2 mesi (dobbiamo pur mangiare e lavorare lol)

        • Giannino Stoppani says:

          Solo un gay che non ha neanche la più vaga idea di come funzioni in realtà l’apparato riproduttivo umano poteva scrivere una bischerata così folle.
          Quando sarai cresciuto ne riparleremo.

      • SUSANNA ROLLI says:

        Aiuto!!

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