Milano, privatizzare Galleria Vittorio Emanuele? Pisapia ci sta pensando

Le casse del Comune sono vuote e, secondo quanto riportato oggi dal quotidiano Milano Finanza, si sta prendendo in considerazione la privatizzazione della storica galleria. Una decisione a suo modo sorprendente per una giunta di centrosinistra che aveva promesso una nuova “primavera ambrosiana”.

Esiste una parola che non bisognerebbe mai pronunciare in nessuna giunta di color rosso (e in alcuni casi di arancione). Il verbo marchiato di lettera scarlatta è “privatizzare”. Eppure la giunta del comune di Milano, secondo quanto riportato dal quotidiano finanziario MF, sta prendendo in considerazione la privatizzazione della Galleria Vittorio Emanuele II. Per intendersi è quella tra il Duomo e il teatro Alla Scala, quella dietro a palazzo Marino, quella dello storico ristorante Savini e dei martoriati attributi del toro calpestati dai turisti.

Il bilancio meneghino fa acqua da tutte le parti e la giunta Pisapia non sa più cosa fare per metterci una pezza. La previsione del disavanzo nel 2012 sfiora i 600 milioni di euro.

Si profilano due soluzioni per la Galleria. La prima riguarda la cessione della gestione commerciale degli immobili, mentre con la seconda opzione si vorrebbero convobliare le proprietà comunali in un fondo immobiliare affidato ad una società esterna. Entrambe le ipotesi porterebbero liquidità e valorizzerebbero gli asset presenti nel bilancio di Milano, un bilancio sofferente che neanche gli accordi con gli istituti di credito sui derivati sono stati in grado sistemare. Ma non avevano promesso una “primavera ambrosiana”?
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