«Michelle Obama ha fatto dimagrire i bambini». Il grosso grasso abbaglio dei giornali Usa (e italiani)

Tutti i giornali del mondo, a partire dal New York Times fino al Corriere e Repubblica, hanno interpretato in modo fazioso una ricerca che afferma: «Non ci sono stati cambiamenti significativi nella prevalenza dell’obesità»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

I giornali l’hanno definito “Effetto Michelle”. E a ben vedere. È merito della formosa moglie di Barack Obama e del suo programma Let’s Move (“Muoviamoci!”) se gli americani hanno imparato a zompettare nei parchi e ad andare al lavoro a piedi abbandonando l’auto. È grazie a Michelle che i figli della terra della libertà hanno messo da parte bibite zuccherate e hamburger grondanti maionese e ketchup in favore delle insalatine novelle. Se non fosse diventata first lady, non si sarebbe mai verificato il calo del 43 per cento del tasso di obesità in dieci anni nei bambini tra i 2 e i 5 anni negli Stati Uniti.

«NESSUN CAMBIAMENTO SIGNIFICATIVO». Così almeno è come ci hanno venduto la notizia i grandi quotidiani nostrani (Corriere e Repubblica), scopiazzando paro paro il New York Times, senza prendersi la briga di andare a controllare la fonte, cioè l’agenzia federale per la Salute (Cdc). Andando a sbirciare nel rapporto come ha fatto Forbes, però, si incappa in questa conclusione: «Complessivamente, non ci sono stati cambiamenti significativi nella prevalenza dell’obesità nei giovani e negli adulti tra il 2003-2004 e il 2011-2012. La prevalenza dell’obesità rimane alta e quindi è importante continuare a restare vigili».

NUMERI SELEZIONATI AD ARTE. Ma come? Michelle non era «riuscita a incidere in modo radicale nei comportamenti dei giovanissimi americani»? Le sue «politiche di benessere» e «iniziative di contrasto alle lobby industriali» non hanno compiuto il miracolo salutista? Pare proprio di no. Il dato spacciato per assoluto da tutti i giornali, è in realtà parziale, parzialissimo: si tratta di una riga di un sottogruppo nella tabella provvisoria numero 6. Non solo, anche in questa riga di sottogruppo i numeri sono stati selezionati ad arte. La prevalenza dell’obesità è sì pari a 13,9 nel 2003-2004 e a 8,4 nel 2011-2012 ma non c’è stata una decrescita costante, visto che nel 2007-2008 era 10,1 ma nel 2008-2009 12,1. Come si vede i dati sono fluttuanti e giustamente i ricercatori non gli hanno dato valore statistico.

SANTA SUBITO? La ricerca del Cdc non ci insegna quindi che Michelle dev’essere dichiarata “santa subito” dalla chiesa dei salutisti. Come scrive Forbes, «ciò che ci insegna davvero il risultato del 43 per cento è che è facile sovrastimare le statistiche, soprattutto quando sembrano andare nella direzione desiderata». La colpa però non è di Michelle Obama, che con l’hip hop fa quel che può, bensì dei giornali di mezzo mondo, che sono ansiosi di dipingerla come il marito: eroica e miracolosa.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •