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Squalo chi legge

Le menti e i cuori dei tecno-giovani spiegati alla politica

Di Andrea Venanzoni
26 Aprile 2026
Pietro Dettori, l’esperto di comunicazione che contribuì all’ascesa del M5s, rivela come penetrare nei codici della generazione nata nella placenta digitale
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ospite del podcast di Fedez e Mr. Marra durante la campagna elettorale per il referendum sulla riforma della magistratura, 17 marzo 2026 (foto Ansa)
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ospite del podcast di Fedez e Mr. Marra durante la campagna elettorale per il referendum sulla riforma della magistratura, 17 marzo 2026 (foto Ansa)

Molto probabilmente i nostri cervelli non sono nemmeno più in grado di immaginare un mondo privo di tecnologia digitale. Di più, e forse peggio: non siamo più nemmeno in grado di scindere e distinguere tra il mondo e la tecnologia. Tutto sembra essere stato ineluttabilmente fagocitato da smartphone, applicativi, piattaforme social: servizi pubblici, lo svago, la comunicazione, la politica. Non si tratta più di una patina, di un palcoscenico, di una appendice, per quanto centrale: l’alta tecnologia è la nuova sostanza. Cronenberg avrebbe detto, distopicamente, la “nuova carne”. Pietro Francesco Dettori ha una vasta esperienza di comunicazione politica e di digitale. È stata una delle menti pensanti del M5s, nella sua prima fase, quella di Casaleggio. Quella in cui la “democrazia digitale” non appariva solo una chimera o una illusione ottica, ma una ortopedia istituzionale per raddrizzare il canone partecipativo in un sistema democratico inceppato e dalle istituzioni obsolescenti. Con il...

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