Meno male che i radicali criticano papa Francesco. Siamo ancora sulla buona strada

Nella newsletter i radicali invitano a disilludersi «chi si illude che con il papa argentino cambi la musica sui temi bioetici».

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Bisogna essere grati della franchezza all’Associazione Luca Coscioni. Da quando Francesco è stato eletto Papa, i media laicisti hanno fatto a gara per “arruolarlo”, attribuendogli le cose più incredibili, da sostenitore della teologia della liberazione a ostile alla tradizione e favorevole ad aperture sul piano dei comportamenti personali; trasferendo su di lui aspettative ideologiche quasi mai in linea con la realtà.

LA MUSICA NON CAMBIA. I radicali sono più seri. Nella loro newsletter invitano a disilludersi «chi si illude che con il papa argentino cambi la musica sui temi bioetici». Richiamano passaggi del libro Sobre cielo y tierra, scritto dal cardinale Bergoglio nel 2011: «Eutanasia è uccidere», «abortire vuol dire uccidere qualcuno che non può difendersi», le nozze gay sono «il segno dell’invidia del diavolo, che cerca di distruggere l’immagine di Dio»; il culmine dello scandalo è quando Bergoglio teorizza limiti perfino per «la ricerca scientifica», evocando Frankenstein. L’Associazione Coscioni aggiunge che «per fortuna il mondo va avanti», e cita a conforto l’impegno di Obama per le nozze omosessuali e il registro dei testamenti biologici istituito a Napoli.

CONFORTO RADICALE. Una delle regole degli Esercizi spirituali di sant’Ignazio è l’agere contra: quando «il nemico della natura umana» suggerisce certi comportamenti bisogna fare esattamente il contrario, e se lo stesso “nemico” censura la rotta che seguiamo vuol dire che siamo sulla buona strada. Se dunque i radicali titolano queste considerazioni con un “Habemus papam atque diabolum”, c’è da stare tranquilli. L’importante è non confondere inferno e paradiso e ridare alle cose il loro vero nome; quando Francesco, discepolo di Ignazio, stringe fra le braccia il giorno di Pasqua un bambino gravemente malformato e lo fa sentire la persona più importante al mondo, può restare confuso solo chi sceglie di esserlo.

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