Sembra un’alba al contrario su queste arene chiare, sui mughi secchi. Nel mite fragore di un mare in pace mi sembra di avere visto per un istante un altro mondo: il mondo, “dopo”
Non è l’alba, e questo non è il sole. Sono le 20 e 50 di venerdì 8 agosto 2025, e quella che si alza dietro le dune della Gallura è la luna. Sarà piena fra poche ore. Ma nell’istante in cui riflette il sole rosso porpora che cade lento nel mare, questa luna è lucente come non l’ho vista mai.
Spettacolare. La pallida vecchia luna in questo plenilunio di mezza estate è trasfigurata, quasi ardente. Bellissima. Getta sui mirti e i ginepri della spiaggia, riarsi da una lunga calura, bagliori caldi, quasi come di un pallido incendio. Ma tutto tace attorno alla Liccia, verso Santa Teresa, tranne il mare. I cinghiali verranno a notte fonda – quando gli uomini intrusi se ne saranno andati.
Una memorabile luna piena. Che tuttavia mi lascia un fondo di inquietudine. Sembra un’altra alba, insieme fredda e ardente, un’alba al contrario su queste arene chiare, sui mughi secchi.
Nel mite fragore di un mare in pace mi sembra di avere visto per un istante un altro mondo: il mondo, “dopo”. Dopo c...
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