Le basi poste dalla premier per un grande partito cristiano-liberale, i dubbi sul taglio delle tasse, la difesa della legalità sui migranti. Rassegna ragionata dal web
Giorgia Meloni al Meeting di Rimini (foto Ansa)
Su Formiche Ferdinando Adornato scrive: «Meloni ha delineato una sintesi tra pensiero cristiano e pensiero liberale: un conservatorismo che compie un passo in avanti, vicino alla declinazione cristiano-liberale rappresentata da Friedrich Merz in Germania. Leader, non a caso, con il quale la premier ha maggiori affinità rispetto al panorama europeo. Insomma, ci sarebbero le basi per un grande partito di tradizione democratico-cristiana, liberale e conservatrice».
Adornato mi pare colga bene il senso dell’operazione politico-culturale che ha ispirato l’intervento di Giorgia Meloni al Meeting di Rimini.
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Su Affari italiani Alberto Maggi scrive: «Le parole della premier tolgono ogni dubbio, come spiegano fonti di Fdi. Il taglio delle tasse (finalmente) per il ceto medio nella manovra verrà prima di ogni altro provvedimento, anche della detassazione di straordinari, lavoro nei festivi e premi o nuova rottamazione. Una misura che metterà nelle tasche del cosiddetto ceto medio più di mil...
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