Perché la standing ovation per la Meloni al Meeting è meritata

Di Emanuele Boffi
28 Agosto 2025
Un conto erano i battimani per Draghi, altro è il tributo che è stato riservato al presidente del Consiglio, il cui discorso non è stato una captatio benevolentiae per la platea
Giorgia Meloni Meeting
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il suo intervento nella giornata conclusiva del Meeting di Rimini, il 27 agosto (foto Meeting Rimini 2025)

La standing ovation che i partecipanti al Meeting di Rimini hanno tributato a Giorgia Meloni è meritata. Dagospia dice che i “ciellini” sono “lecchini” perché applaudono tutti, ma un conto erano i battimani per Draghi (segno di una cortesia che a Rimini è di casa), altro è il tributo che è stato riservato al presidente del Consiglio accolta con un affetto che l’ha commossa. Giorgia Meloni ha certamente trovato le parole giuste per scaldare la platea, pronunciando un discorso alto e concreto al tempo stesso, ma sbaglierebbe chi vedesse in tutto ciò solo una maliziosa captatio benevolentiae.

La sostanza del discorso della Meloni al Meeting

Innanzitutto perché la sostanza del discorso di Rimini non si allontana dalle parole che Meloni ha usato spesso da quando è al governo, in secondo luogo perché la serietà con cui ha guidato l’esecutivo in questi quasi tre anni le hanno dato una patente di credibilità che in molti, non solo al Meeting, sono disposti a riconoscerle.

Sullo scenario internazionale si è mossa con prudenza e realismo. Senza credersi Napoleone (come Macron), ma senza nemmeno usare una lingua biforcuta (come Orban), ha mantenuto posizioni nette ma non rigide, come si è visto sulle complicate partite in Ucraina e Gaza. Ha ribadito la collocazione filoatlantica, ha trovato un difficile ma positivo rapporto con la lunatica amministrazione americana, ha professato un moderato europeismo senza ideologismi.

Più società e meno Stato

Sul fronte interno ha governato senza scassare conti che, ricordiamolo, erano stati allegramente scassati da chi l’aveva preceduta. Gente che, nel nome del “gratuitamente” e della lotta alla povertà, ci ha quasi condannato a una decrescita molto infelice.

Si può fare di più e meglio? Sempre. Ma anche solo il fatto che abbia riconosciuto che, da sola, la politica non può fare tutto e che, anzi, essa dovrebbe mettersi al servizio delle richieste che provengono dalla società, è segno di una concezione che a Rimini non poteva non essere apprezzata. “Più società e meno Stato” vuol dire questo. Standing ovation.

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