Il leader di Italia viva non perde occasione per attaccare Giorgia Meloni. E quando scopre che persino gli industriali a Cernobbio sono con lei, perde le staffe
Matteo Renzi, leader di Italia Viva, al Forum Ambrosetti di Cernobbio, 7 settembre 2025 (Ansa)
Matteo Renzi da diversi mesi ha deciso di farsi notare come il più acerrimo avversario di Giorgia Meloni. Non passa giorno che non attacchi il governo “perché non fa” e la presidente del Consiglio per ogni sua mossa o parola. Nei giorni scorsi, tramite il senatore Enrico Borghi, Italia viva ha depositato un’interrogazione parlamentare per sapere dove fosse la premier (era a New York, «in visita privata», per festeggiare il compleanno della figlia).
Per Renzi, ormai, ogni pretesto è utile e ogni occasione è buona per riversare un certo inelegante livore sull’operato dei ministri dell’esecutivo. A capo di un partito con percentuali lillipuziane, ai margini della politica che conta, poco significativo numericamente all’interno di un centrosinistra che non lo sopporta, Renzi vive male il declino di una stagione politica senza più campioni (Obama s’è dato al cinema, Macron è messo come è messo, i democratici americani sono alla ricerca di un autore).
Come ha scritto Stefano Folli su Repubbl...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo