Meeting Rimini, presentazione ufficiale all’Ambasciata italiana in Vaticano

E’ stata presentata ufficialmente in Vaticano, presso la sede dell’Ambasciata italiana, l’edizione 2011 del Meeting. Il tema di quest’anno è “E l’esistenza diventa una immensa certezza”

Che cosa c’è rimasto di certo nella nostra società? Il Meeting di Rimini. La XXXII edizione è pronta dal 21 al 27 agosto, ovviamente nella cittadina rivierasca: “E l’esistenza diventa una immensa certezza”. Questo è il tema del 2011. A dare il via all’evento il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Anche perché tra le certezze che offre il Meeting 2011 c’è una mostra dedicata ai 150 anni della unità politica italiana. Altra certezza è la presenza di politici e intellettuali, giornalisti e uomini di Chiesa. Un po’ come succede da qualche anno alla presentazione ufficiale che avviene nella cornice di Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, e ormai luogo di incontro vip della capitale.

 

Il 15 giugno ospiti illustri sono stati il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio per il dialogo interreligioso e il ministro degli esteri italiano Franco Frattini. Con loro due persone di “casa” del Meeting: Giorgio Vittadini,  presidente della Fondazione per la sussidiarietà, e Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia tra i popoli. Se oggi è tutto incerto, «una incertezza che ci fa sentire a disagio» di certo che «non rimarremo inchiodati in questa situazione», ha detto Emilia Guarnieri. Insomma non ci lasciamo bloccare dalla paura che abbiamo davanti all’incertezza di oggi. «Noi – ha detto- desideriamo la certezza. Non è’ merce che si acquista con facilità, le certezze vanno guadagnate». Come? Una proposta è quella del cardinale Tauran che dice: la certezza si raggiungerà soltanto se ci muoveremo «con una fiducia maggiore nell’uomo». Il ministro Frattini, ormai ospite fisso alla presentazione del Meeting, ha parlato della “primavera araba” e ha detto: «Lavoreremo con questi paesi in fase di transizione verso la democrazia, ma saremo attenti nell’evitare che il vento positivo della democrazia possa essere aspirato da estremisti pronti ad imporre un nuovo totalitarismo».

 

A fare gli onori di casa l’ambasciatore Francesco Maria Greco che ha detto: «i movimenti siano una ricchezza nel sistema Italia». Il programma come al solito è ricchissimo di appuntamenti dalle mostre, agli spettacoli, alle conferenze, ai momenti “off the records” che come sempre saranno i più seguiti dalla stampa. Nel grande cortile cinquecentesco di Palazzo Borromeo dopo la presentazione ufficiale il momento più animato. Politici, personaggi legati a CL e giornalisti hanno dato il via di fatto all’evento meeting davanti a una bibita in attesa del 21 agosto.
Napolitano inaugura la mostra 150 anni di sussidiarietà che documenta «la ricchezza di una storia, quella dei 150 anni dell’Italia unita, fatta di opere, iniziative e realtà sociali ed economiche, frutto di energia costruttiva, inventiva, sussidiarietà e solidarietà» come ha spiegato Vittadini. Tra gli ospiti il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e il vicesegretario del Pd Enrico Letta, membri dell’Intergruppo per la Sussidiarietà e poi Giuliano Amato, presidente della Treccani, Joseph Daul, Capogruppo del Ppe al Parlamento Europeo, il vicepresidente della commissione Ue Antonio Tajani e il governatore lombardo Roberto Formigoni, forse potrebbe esserci anche Giulio Tremonti.

 

Dal mondo ecclesiastico presenze di rilievo come il cardinale Dionigi Tettamanzi, chissà se già come emerito di  Milano. Ma anche due capidicastero, Robert Sarah, del Pontificio Consiglio Cor Unum e Jean Louis Tauran. John Elkann, presidente del gruppo Fiat dialogherà con il presidente della Compagnia delle Opere Bernhard Scholz. Tutto legato alla incertezza contemporanea. «A farci sentire un’incertezza più orrenda e devastante che in passato è la percezione che la nostra impotenza sia incurabile» dice Zygmunt Bauman, il sociologo che ha ispirato il tema del Meeting di Rimini. Da non perdere la testimonianza di come l’identità e la religione non siano un ostacolo, ma l’inizio di una vera amicizia che affronta tutto il mondo, sarà la traduzione in arabo de Il rischio educativo di don Luigi Giussani, realizzata da Abdel Fattah Hasan.