Presto l’esercito non sarà più in grado di difendere l’Italia. Mario Mauro: «Tagli insostenibili»

Spesa militare sotto gli standard europei, denuncia il ministro della Difesa. Dal 2003, tagliato un quinto dei finanziamenti, si rischia il «completo default funzionale»

Con gli attuali parametri di spesa le Forze armate italiane rischiano in pochi anni «il completo default funzionale». L’avvertimento è stato lanciato ieri dal ministro della Difesa, Mario Mauro, durante un’audizione in Commissione Difesa della Camera.

DIFESA COMPROMESSA. Qualora non fossero ripristinati livelli di spesa «ragionevoli» in linea con standard Ue, ha dichiarato il ministro della Difesa, verrebbe meno la «capacità di partecipare nei fatti alla politica di difesa europea» da parte dell’Italia. Capacità di spesa, risorse e investimenti per le Forze armate garantiscono la loro capacità operativa. «Nessuno è in grado di prevedere dove e quando dispiegare lo strumento militare», ha aggiunto, ed è quindi «necessario essere sempre pronti». Purtroppo i continui tagli al bilancio, che tra il 2003 e il 2012 ha subito un calo del 19 per cento, hanno compromesso la capacità operativa dell’esercito. «Una condizione insostenibile», che esclude la possibilità di «perseguire quel livello di effettiva prontezza che rappresenta un parametro essenziale» della difesa militare di uno Stato.

RISORSE SOTTO STANDARD UE. «Solo ribilanciando le risorse e quindi ripristinando dei ragionevoli livelli di spesa per l’esercizio delle Forze Armate – ha proseguito Mauro -, potremmo avere uno strumento militare tendenzialmente in linea con i parametri europei». «Negli anni, molto lentamente, questo ci consentirà di aumentare molto le risorse puntando ad attribuire alla voce relativa all’esercizio il 25 per cento del totale delle risorse disponibili. Pur rimanendo, comunque, la spesa italiana al di sotto della media dei paesi dell’Unione si sarà quanto meno avvicinata allo standard europeo». Per ora, ha concluso, uno standard accettabile è ancora un traguardo lontano: «Il continuo depauperamento delle risorse destinate alla difesa rende arduo perseguire quegli obiettivi che invece abbiamo accettato di conseguire insieme agli altri paesi europei».