Uno degli argomenti più sentiti per difendere la cosiddetta “famiglia nel bosco” è stata la domanda “perché gli assistenti sociali non vanno a fare sopralluoghi nei campi rom?”. È un’obiezione che fa presa di pancia, perché sposta lo sguardo sulle zone di degrado e fuori dalla legalità. Per difendere la famiglia come luogo di libertà educativa e di responsabilità possiamo essere più coraggiosi e infilare il dito in una piaga assai purulenta. C’è un’emergenza infiltrata nelle pieghe di contesti definiti “normali”, nelle situazioni che dall’esterno sembrano rassicuranti.
Il rapporto 2025 dell’Associazione Meter, fondata da don Fortunato Di Noto, segnala la crescita di un fenomeno definito “pedomama”: abusi compiuti da donne, spesso madri, ai danni di minori. È «un orrore che ribalta ogni stereotipo sulla figura materna: 11.240 video e 320 foto documentati su Signal, Telegram, Viber». La cronaca recente conferma questo allarme. Un po’ nascoste dai clamori della politica estera e interna, ...
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