Macbeth a Palermo

Il 21 gennaio il Teatro Massimo di Palermo era stracolmo; in platea erano aggiunte sedie, i cinque ordini di palchi ed il loggione erano pienissimo.

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altomare macbeth e coro

Il 21 gennaio il Teatro Massimo di Palermo era stracolmo; in platea erano aggiunte sedie, i cinque ordini di palchi ed il loggione erano pienissimo. Segno, da un lato, che il teatro ha ritrovato un rapporto con la città grazie ad una programma eclettica non solo di opera e balletti, ma anche di spettacoli per bambini, concerti, musical e musica contemporanea. Indicazione da un altro, del suolo svolto a Palermo da Emma Dante, regista dello spettacolo, la cui compagnia teatrale al limite dello sperimentale – si base essenzialmente sul ‘teatro del corpo’ – ha lavorato con gli artisti del ‘Massimo’, specialmente nelle scene delle streghe.

L’opera inaugurale era Macbeth nell’edizione considerata dal compositore ‘definitiva’. E’ versione detta ‘di Parigi’ del 1856 come richiedeva l’Opéra aveva anche due balletti. Il Massimo, con il terzo anno con il bilancio in attivo: nel teatro pienissimo, c’erano una cinquantina di giornalisti tra italiani e straniero, segno di voler dare massimo risonanza esterna ad uno spettacolo che ambisce a confermare la fondazione tra le maggiori in Italia, tanto più che vedrà anche a Torino, allo Sferisterio ed al Festival di Edimburgo. Dato che si vocifera di una riduzione del numero delle fondazioni liriche, il livello dello qualità dello spettacolo è di grande importanza per il Massimo.

Emma Dante ambienta la vicenda in un contesto atemporale e stilizzato non nelle nebbie del medio evo scozzese. Il rosso ed il nero, simboli del potere, sono i colori domanti con attrezzeria d’oro e corone anche esse d’oro che caratterizzano il Palazzo Reale. Anche la battaglia finale è stilizzata, mettendo in risalto la tragedia della coppia pluriomicida per un potere effimero e su cui nulla viene costruito. Grande rilievo invece alle streghe, sempre incinta (a cui Lady Macbeth ha rinunciato per brama di potere) e continuamente ingravidate da fauni. Il gruppo è numerosissimo ed Emma Dante utilizza, oltre alla sua compagnia, gli allievi della scuola dei mestieri dello spettacolo del teatro Biondo di Palermo.

Ammalato Luca Salsi, che avrebbe dovuto essere il protagonista, il ruolo è stato affidato a Giuseppe Altomare, il quale, da un lato, ha salvato lo spettacolo, ma da un altro (anche forse a ragione di nervosismo per la serata inaugurale), non è parso del livello richiesto. Il ruolo della Lady è scritto per un soprano ‘anfibio’, in grado di ascendere ad un registro altissimo ed a discendere ad uno bassissimo. Tra i soprani, eccelse Maria Callas e tra i mezzo soprano Shirley Verrett. Anna Pirozzi è un ottimo soprano drammatico e scene facilmente a registri molto bassi ma ha difficoltà con la coloratura. Emerge il Malcolm di Pierattelli (in tenore venticinquenne di cui in futuro si parlerà molto’. Molo buono il Banquo di Marko Mimica. Di buon livello gli altri.

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