Macao. Fine dell’autogestione dei rivoluzionari griffati Apple [link url=https://www.tempi.it/videogallery/macao-pseudo-rivoluzionari-griffati-apple#axzz1vUICLC10]Video[/link]

Di tanto clamore, cosa rimane? Un gruppo di quarantenni che per qualche giorno hanno finto di essere liceali in autogestione.

Non ci sono i soliti punkabbestia con i cani, ma architetti e designer. Oltre a una sfilata di Vip di tutto rispetto: da Daria Bignardi agli Afterhours, passando le Lella Costa e Dario Fo. Quando una decina di “lavoratori dell’arte” decide di occupare la Torre Galfa, l’entusiasmo è al massimo: Milano sembra quasi Berlino e c’è chi porta libri, chi sedie, chi offre tempo e manodopera. Simpatizza anche l’assessore Stefano Boeri, tentando il dialogo avvolto in un sacco a pelo come un boy scout, in una via Galfa ridotta a campeggio. Poi Milano cambia rapidamente idea.

La scelta di rifiutare l’offerta del Comune, che aveva proposto lo spazio ex Ansaldo, delude i più. E anche quell’aria da pseudo-rivoluzionari griffati Apple, forse finisce per stancare. I precari dell’arte decidono poi di occupare Palazzo Citterio. Ma è un flop anche quello: il movimento è ormai spaccato, e si trincera dietro il silenzio.

Di tanto clamore, cosa rimane? Un gruppo di quarantenni che per qualche giorno hanno finto di essere liceali in autogestione. Tirano un sospiro di sollievo, però, tutte le associazioni che ogni giorno fanno cultura senza capricci e osservando le regole. In zone, spesso e volentieri, ben più periferiche di Brera. Certo, magari senza fare tante foto in digitale.