L’opera di Roma va in Metro

Suonare e recitare in metropolitana. Un’iniziativa del Teatro dell’Opera per ricordare i numerosi artisti che nel 1944 furono trasferiti a Auschwitz

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Per sabato 17 ottobre, il Teatro dell’Opera di Roma ha programmato un’iniziativa in Metro. Attenzione, numerosi spettatori, incluso il vostro “chroniqueur”, utilizzano regolarmente la metropolitana per andare al teatro; c’è una stazione a pochi passi che consente di essere ben collegati con l’intera rete. L’iniziativa è, invece, che strumentisti ed alcuni attori viaggino nella nuova linea C dalle 18 alle 21 circa e nelle stazioni Pigneto, Teano, Malatesta e di nuovo Pigneto (peraltro di architettura di pregio) suonino e recitino. Il pubblico pagherà il prezzo normale di un biglietto di metro.

L’iniziativa non è soltanto un modo per avvicinare il maggior Teatro d’Opera della Capitale alla cittadinanza, specialmente, delle periferie ma anche per ricordare i numerosi artisti dell’Europa centrale che il 16 ottobre 1944 vennero trasferiti dal “campo di concentramento” modello di Terezin (spesso esibito dal Governo nazista alla Croce Rossa) su un unico treno – il kunstlertransinport (treno degli artisti) – a Auschwitz e uccisi nelle camere a gas. C’erano alcuni degli ingegni più vivi e brillanti dell’epoca: Hans Krása, Vikor Ullmann (la cui opera più importante composta a Terezin è ancora in repertorio: si è vista qualche anno fa al Festival dei Due Mondi a Spoleto), Pavel Haas, Gideon Klein, James Simom, Raphael Schakter, Bernard Kaff, Carlo Tauber, Peter Klein, Viktohn, Egon Ledec.

Avevano tra i venti ed i quaranta anni ed eraeno nel piano della loro creatività. Internati a Terezin continuarono a comporre.

L’iniziativa non ha nulla di simile al “’giorno della memoria” romano in ricordo del 16 ottobre 1943 quando gli ebrei della Capitale vennero prima internati e poi inviati ai campi di sterminio. È intitolata “Non Abbiamo Pianto”, e vi collaborano il Comune di Roma, l’Atac, Rai Radio Tre, la Comunità Ebraica, la ditta Erebbian e l’Ambasciata di Norvegia. L’iniziativa è stata predisposta dall’Associazione “She Lives”.

Verranno suonate, da un complesso dell’orchestra del Teatro, musiche di Pavel Haas, una delle vittime del 17 ottobre 1944, intarsiate con quelle di Lars Thoresen, il maggior compositore scandinavo vivente, con il diario poetico scritto a Terezin da Viktor Ulmann, ed i testi di Nicola Muschietello. Regia di Muschitello e Giorgio Barberio Corsetti. Nelle tre stazioni saranno esposti disegni di Peter Kein e Bredrich Fricka che ritraggono la vita quotidiana di Terezin.
Programmi analoghi ma in sale da concerto, verranno svolti, il 17 ottobre, a L’Aquila ed a Como.

Foto Ansa


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