Londra e la finanza apprezzano Monti. La Merkel dovrà tenerne conto

La visita di Mario Monti a Cameron ha fatto bene all’Italia: la City stima il premier italiano e gli investitori agiscono di conseguenza, tanto che «c’è nell’outlook di Goldman Sachs un parere positivo sull’Italia». Ma tanti pensano anche a un ruolo politico di Monti: se fosse riuscito ad ottenere l’appoggio britannico, la Merkel non potrebbe non tenerne conto

La visita di Mario Monti a Londra, capitale europea della finanza, sembra aver avuto un effetto positivo per gli operatori finanziari presenti all’incontro a loro dedicato. Tra gli operatori finanziari londinesi contattati da tempi.it si registra un feeling positivo. Infatti, il premier italiano è molto apprezzato nella City già dai tempi della sua presidenza alla commissione europea e vanta una affidabilità pressoché unanime.

Alessandro Frigerio del fondo Rmj e collaboratore di Tempi legge la visita di Monti secondo diversi punti di vista. «Il premier ha dovuto spiegare a chi muove le fila della finanza i provvedimenti messi in atto dal governo». E questa prima mossa sembra aver avuto un buon esito, tanto che «c’è nell’outlook di Goldman Sachs da qualche giorno un parere positivo (buy opportunity) sull’Italia». Nella pratica significa: comprate i titoli di Stato. Non v’è dubbio, quindi, che la stima verso il premier ha rafforzato il giudizio già espresso dagli investitori.

«Un secondo punto di vista – prosegue Frigerio – è politico. C’è chi afferma che Monti abbia fatto il cavallo di Troia e sia andato nel Regno Unito per conto di Angela Merkel e Nicholas Sarkozy». Il presidente francese e la cancelliera tedesca sanno bene che Monti è l’unico a godere di una certa credibilità all’interno della comunità finanziaria e di fronte a David Cameron. Per questo – dopo che la Gran Bretagna ha preso le distanze dall’Unione Europea sulla proposta di modifica dei trattati – pensano che Monti possa essere una buona carta per far cambiare idea a Cameron.

Monti come emissario di Francia e Germania a Downing Steet? Detta così, forse è un’esagerazione. Però una cosa è certa: se il presidente del Consiglio riuscisse ad avere nelle trattative europee l’appoggio britannico e dei big players dei mercati finanziari il suo ruolo diverrebbe sempre più importante. E la Merkel non potrebbe non tenerne conto.
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