L’Oms contro il sale. Negli Usa la “guerra” è già iniziata e presto arriverà anche in Italia

Un libro in America ha aperto il dibattito sull’uso eccessivo del sale nei cibi, dando tutta la colpa alle multinazionali. L’Oms segue a ruota. L’Italia a breve

Dopo la guerra ai grassi, agli zuccheri, arriva la messa al bando del sale. L’Organizzazione mondiale della sanità ha deciso che la prossima grande battaglia sarà quella relativa al limite giornaliero di sodio da assumere. Cinque grammi al giorno sono la dose consigliata dall’Oms, se superiore si corrono rischi per la salute, per esempio l’ipertensione.
Qualche giorno fa è stata pubblicata una ricerca relativa al consumo di sale nelle tavole degli italiani, ed è risultato che nel Belpaese si mangia troppo salato. Gli uomini consumano in media 12 grammi al giorno, più del doppio della dose raccomandata, e le donne 9, con valori più elevati al Sud, e i bambini 8 al giorno. A questa ricerca potrebbero seguire iniziative per promuovere l’uso consapevole del sale a tavola, per esempio incoraggiando i ristoratori a mettere a disposizione dei clienti anche il sale iodato. O multando chi serve menù troppo salati.

LIBRO BESTSELLER. In America il sale è argomento di stringente attualità, visto che il libro più venduto è quello del giornalista del New York Times e premio Pulitzer Michael Moss. Salt, sugar, fat racconta quanto i fast food e i cibi già lavorati siano cambiati negli anni. I prodotti quotidianamente consumati sono quindi infarciti di ingredienti chimici e insaporitori in grado di sviluppare nel consumatore statunitense medio bisogni pari a quelli dei tossicodipendenti.
Moss tira in ballo Kraft, Coca Cola, Kellog’s, Nestlé, Oreo e tanti altri, dando alle multinazionali la colpa della diffusione dell’obesità nella nazione, e del fatto che, senza accorgersene, ogni americano ingerisce 8,5 grammi di sale al giorno.
Salt, sugar, fat, strizzando l’occhio alle tematiche no global, è al momento al primo posto nella classifica dei libri più letti.