Libia nel caos. Ex generale comanda l’attacco al Parlamento con i carri armati

Il governo assicura di avere la situazione sotto controllo ma i lavori sono sospesi. L’obiettivo del generale in pensione Khalifa Haftar sarebbe quello di porre fine al dominio delle milizie islamiste, che il govenro non ha fermato

Resta confusa la situazione a Tripoli, dove ieri un colonnello ha guidato un assalto armato al Congresso nazionale libico (Cng). I lavori del Parlamento, che ha appena nominato il nuovo premier e che dice di avere tutto sotto controllo, sono stati «sospesi» e il colonnello, che ha garantito di essere il comandante della polizia militare, ha letto questo comunicato su due reti televisive ieri sera: «Noi, membri dell’esercito e rivoluzionari annunciamo la sospensione del Cng».

ATTACCO CON CARRI ARMATI. Durante l’offensiva, condotta anche con diversi mezzi blindati, sono morte due persone e 55 sono rimaste ferite. Sembra che l’iniziativa del colonnello sia stata comandata da un generale in pensione, Khalifa Haftar, che con truppe di terra e l’aiuto dell’aviazione ha condotto venerdì e sabato un’operazione «antiterrorismo» contro le milizie islamiste che governano la città di Bengasi, la più importante dell’est della Libia.

CONTRO GLI ISLAMISTI. Nell’offensiva sono morte circa 80 persone e secondo alcune fonti gli attacchi a Tripoli e Bengasi sarebbero collegati. Le truppe che hanno invaso la capitale provenivano da Zintan, dove è anche tenuto prigioniero il figlio di Gheddafi, Saif Al Islam. Il loro scopo sarebbe quello di tagliare ogni legame tra il governo e le milizie islamiste, che dalla caduta di Gheddafi governano de facto il paese e che il Parlamento non è in grado di contrastare. La lotta all’integralismo islamico in Libia dunque potrebbe essere il comune denominatore tra gli attacchi a Tripoli e Bengasi.