Libia, Grecia, Ucraina, l’islam… Se l’Europa scompare ogni volta che c’è bisogno di lei

L’Unione sembra esistere solo quando svolge un ruolo tecnico-burocratico-giudiziario. Ma è davanti alle emergenze che si svela la ragion d’essere degli Stati

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Pubblichiamo la rubrica di Lodovico Festa contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Ci si chiede che cosa farà l’Europa con la Libia, come governerà lo sfaldamento di un’area decisiva del lato sud del Mediterraneo con annesse “invasioni”, ci si chiede che cosa farà l’Europa sulla Grecia, la cui uscita dall’euro potrebbe costituire la ripetizione del caso Lehman Brothers (un fallimento economico che si presumeva isolabile e che invece divenne sistemico), ci si chiede che cosa farà l’Europa in Ucraina – anche se ce lo si chiede con minor urgenza perché sembra che stia cambiando la linea degli Stati Uniti e che quindi la crisi sarà affrontata da questa svolta diplomatica –, ci si chiede se l’Europa saprà offrire una sponda a Londra o se lascerà che il referendum sull’Unione che si terrà nel 2016 provochi l’allontanamento della Gran Bretagna.

Vi sono poi altri minori “ci si chiede”, del tipo perché tanto accanimento sulle bad bank italiane quando si è lasciata tanto ampia libertà di intervento ad altri Stati membri dell’Unione. I “domandarsi” che citiamo evidenziano un punto fondamentale: l’Europa esiste solo quando svolge un ruolo tecno-burocratico gestibile dalle sue strutture specializzate (o dalle magistrature cresciute al suo fianco) e tende a scomparire quando deve far fronte a uno stato d’eccezione, cioè ai momenti nei quali gli Stati svelano la loro ragione d’essere. Che nel costruire l’euro si sia pensato a una moneta che poteva funzionare solo se l’economia non entrava in crisi, dà la dimensione di che tipo di euroistituzioni disponiamo: senza una reale e autonoma vitalità. Essenzialmente tecnostrutture.

La vera domanda su cui si deve ragionare non è se le sfide che ci aspettano dietro l’angolo (come, tanto per fare esempi, la gigantesca espansione dell’influenza cinese, la destabilizzazione progressiva del mondo islamico, le tendenze isolazionistiche degli Stati Uniti, la crisi demografica del nostro continente) saranno affrontate dall’Europa, ma se questa Unione saprà mai organizzarsi come un autonomo sistema in grado di agire nelle fasi eccezionali.

Foto Ansa