Leggere, disobbedire, uniformarsi

Greta, Malala, i Fridays for Future, le Sardine, il gender. Una fiaba di Natale incensa i bambini portatori di «leadership morale»

«A tutti i bambini che disobbediscono agli adulti per cambiare il mondo». Parlando del suo nuovo libro Elfi al Quinto Piano (Feltrinelli) all’Huffington Post, l’acclamatissima e intervistatissima Francesca Cavallo chiarisce: «Non ritengo sia straordinario che nel mio libro ci sia una coppia omosessuale e birazziale. Il tema centrale è un altro». E qual è il tema centrale della prima favola natalizia in cui una coppia di mamme e i loro figli cooptati da elfi incaricati da Babbo Natale in persona riescono – come recita la presentazione – a far cadere le convinzioni degli adulti e far vivere un “vero Natale” alla città di R.? Il tema centrale è «la leadership morale dei bambini». Spiega Cavallo:

«Il tema è molto attuale, se ne parla molto da 3/4 anni a questa parte. Malala ha aperto la strada qualche anno prima. Poi ovviamente con Greta il fenomeno è esploso. Lei è la punta di diamante, ma ci sono molti altri bambini, ragazzi che si stanno facendo ascoltare, che stanno influenzando l’agenda dei governi. Anche in Italia ci sono ragazzi che si fanno ascoltare, che si ribellano, penso a Simone che a Torre Maura ha sfidato Casapound o ai movimenti legati ai Friday For Future, e soprattutto al tema gender. I bambini sono esterni al sistema, hanno uno sguardo puro, si fanno ascoltare perché hanno un punto di vista sulle cose fuori da ogni schema prestabilito, stanno aprendo una strada che porta fuori dal patriarcato, un sistema messo pesantemente in crisi dalla distruzione delle classi medie. C’è sempre più disparità tra i ceti sociali, e ci sono sempre più lotte da intraprendere soprattutto in tema ambientale».

I BAMBINI RIBELLI HANNO SEMPRE RAGIONE

C’era una volta un mondo di adulti che trasformavano i bambini in prodottini culturali per cambiare il mondo. E che scrivevano storie di famiglie omoparentali, apologhi ecologisti o a sfondo leguleio, per disimballare i piccoli dai vecchi stereotipi e intrappolarli in nuovi e progressivamente aggiornati cliché: quelli dei bambini ribelli per definizione pubblica e incoronazione da salotto, insubordinati e incensati perché portatori sani di «leadership morale» appunto. Lo sa bene Cavallo, già autrice, insieme a Elena Favilli, di quel fenomeno editoriale chiamato Storie della Buonanotte per bambine ribelli (4 milioni di copie vendute in tutto il mondo): ritratti di cento donne, come Michelle Obama, Ruth Bander Ginsburg, Margherita Hack, Hillary Clinton, Rita Levi Montalcini, Yoko Ono, liofilizzati in venti righe perché ogni bambina potesse liberarsi dal sogno del principe azzurro e puntare «più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: AVETE RAGIONE VOI» (tutto maiuscolo, perché la morale delle nuove favole non si desume più ma si incide sul frontespizio delle letture per bambini impegnati).

TRE PICCIONI CON UN LIBRO

«Dopo Bambine Ribelli tanti genitori mi hanno raccontato che il libro ha creato occasioni di conversazione che non credevano possibili. Vorrei che anche leggendo questo libro si potesse allargare la zona di comfort. Uscire dai soliti schemi prestabiliti di regole. Il cambiamento non si ottiene rispettando le regole. La disobbedienza serve: è un tema anche politico».

Capito? Tre piccioni con un libro: lo storytelling dello “sguardo puro” dei bambini, depositari di una sapienza intoccabile appena scesi dal triciclo, a presidio di un tema politico (il solito: gender, patriarcato, parità, ambiente); la disobbedienza in salsa arcipelago libertario e antagonista (cioè obbedienza cieca e incondizionata ai nuovi dogmi del politicamente corretto); l’espediente della fiaba di Natale per bambini – perché per quanto provino a riempire le vecchie slitte con le nuovissime categorie sociologiche dell’eguaglianza e dei diritti, a Natale “il Bambino” resta ancora il tema, la grande questione.

LA DISCIPLINA DELLA DISOBBEDIENZA

E come fai a tenere tutto insieme? Col collante della «leadership morale». Che per ogni ragazzino che si rispetti (per cui la ribellione allo status quo, la prematura sfida ai potenti segna da sempre l’alba, l’inizio di quell’avventura chiamata uomo) dovrebbe significare barattare carne e pelle con una camicia di forza. I bambini non hanno bambini, e non dovrebbero essere costretti a rappresentare un modello per nessuno. Tanto meno adulti adoranti, dopo averli sottratti a padri e patriarchi dovrebbero fare con loro come con le oche il foie gras: ingrassarli di concetti conformi alle tendenze socio-culturali dell’ultima ora.

«Crescere considerando normali le famiglie diverse dalla propria è importantissimo per creare un mondo in cui ogni bambino si senta accolto e in cui a nessuno si chieda di nascondere parti di sé», scrive Cavallo rivolgendosi nel libro direttamente ai suoi giovani leader morali. Ma il tema centrale, naturalmente, «è un altro»: chiudere le oche in un recinto. Quello dei bimbi impegnati, non più ad ammazzare i giganti, bensì come spiega l’autrice, fare come i protagonisti del suo libro, come Malala o come Greta (o come i Gilet gialli, le Sardine, il movimento di Hong Kong, aggiunge Cavallo a Lettera43 citando un po’ a caso qualunque forma di dissenso porti in piazza qualcuno), che non smettono di «disubbidire alle regole senza senso degli adulti» e così facendo «cambiano il mondo».