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«È meno buia la notte del mio Venezuela»

Di Leone Grotti
03 Febbraio 2026
Gioisce per la cattura di Maduro, non si scandalizza per i metodi di Trump, è preoccupato per le condizioni del suo popolo ancora sotto dittatura. Parla Antonio Ledezma, leader dell’opposizione in esilio: «La speranza oggi non è ingenua. È una responsabilità»
L’ex sindaco di Caracas Antonio Ledezma, Madrid, 7 agosto 2024
L’ex sindaco di Caracas Antonio Ledezma, Madrid, 7 agosto 2024 (Foto Ansa)

C’è una frase che definisce tutta la vita di Antonio Ledezma ed è una delle tante perle che il genio di Miguel de Cervantes ha messo in bocca a Don Chisciotte quattrocento anni fa: «Non c’è dono più grande in cielo e in terra della libertà». È per ottenere per tutto il popolo venezuelano quella libertà che Ledezma, ex sindaco di Caracas, si è sempre ribellato al chavismo, opponendosi fin dal 2014 al nefasto governo di Nicolas Maduro insieme a Leopoldo Lopez e María Corina Machado, firmando il documento La Salida, nel quale indicavano una “via d’uscita” costituzionale all’incubo del regime. È per il suo lavoro politico in difesa della libertà che nel 2015 è stato arrestato dalla temibile Sebin, l’intelligence venezuelana, e condannato per false accuse di cospirazione contro Maduro. Come tutti coloro che non vanno a genio alla dittatura, è stato incarcerato, diventando un prigioniero politico. Dopo la fuga all’estero nel 2017, è stato insignito del prestigioso Premio Sacharov per la libe...

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